Rassegna storica del Risorgimento
POERIO CARLO
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1943
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pagina
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500
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Gino Sandini
puoi risparmiarti questo viaggia. Già malti de' nostri Amici, già esuli, pensano al ritorno e si beano di questa speranza, stomacati come sono dal riscontro tra la turpe inazione passala ed i presenti saturnali di Napoli.
Addio di cuore. tuo aff.mo Compare
Carlo Poerio Sig. Nicola Nisco *) - Firenze
P. S. Rendo i più distinti seduti all'egregio Barone Ricasoli. ed abbraccio cordialissimamente il carissimo Salvagnali* -)
I sentimenti manifestati in questa lettera del Poerio al Nisco appaiono ancora più esacerbati in quella che dodici giorni dopo egli inviava a Napoli ai due soliti amici Sai uzzo e De Simone. Per intendere l'eccitamento e la virulenza di linguaggio del Poerio occorre pensare a quanto stava avvenendo a Napoli in quelle prime settimane di Dittatura e tener presente che proprio quattro giorni prima, il 23 settembre, il Conte Trecciti aveva rimesso nelle mani del Re la lettera con la quale Garibaldi gli chiedeva di dimettere Cavour.
E superfluo che io aggiunga commenti ad una lettera che è cosi esplicita: mi sia permesso di segnalare la importanza della testimonianza che il Poerio ci dà-dei sentimenti del Re s) dinanzi alla richiesta di Garibaldi nonché dell'accenno al proposito di una guerra per la liberazione della Venezia nella primavera successiva se le trattative diplomatiche in corso non avessero dato risultato.
Del resto i giudizi ed i timori del Poerio circa quanto avveniva a Napoli e sull'atteggiamento di Garibaldi dovevano essere in quei giorni pressoché concordi negli ambienti politici di Torino e nella Corte stessa. Posseggo l'autografo di una lettera che il primo Aiutante di Campo del Re l'avventuroso generale Solaroli, *) scriveva il 17 settembre proprio al Principe di Lequile e nella quale delle strane illusioni delle follie di Garibaldi e dell'azione di certi mascalzoni che gli erano d'intorno si parla senza peli sulla lingua! In questa lettera del Solaroli un accenno al Poerio ci conferma come questi fosse in rapporto non solo col Cavour ma con i Circoli di Corte e la notizia
assistenza al marito durante gli anni dell'ergastolo. II Poerio la chiama Comare per* che- aveva tenuto a battesimo il primo suo figlio maschio, Giacomo, nato a Firenze il 24 aprile 1860.
') Nicola Nisco (18201901), condannato a trenta anni di ferri per il processo della Unità Italiana. L'azione da lui svolta in quel periodo a Napoli è narrata nei Bicordi biografici editi dal figlio Adriano (Napoli, 1902), oltre che nella nota opera del Nisco stesso: Gli ultimi trentasei anni del Reame di Napoli.
2) Vincenzo Salvagnoli (18011862) allora giS gravemente infermo. Vedi MICHEL, in Dizionario Storica del Risorgimento, IV, p. 185 e tra l'altro quanto ha scritto su lui, ripetutamente Mario Faccioni.
*) La indignazione del Re asserita dal Poerio il 27 settembre ci fa comprendere le parole Le Boi est décide à en finir scritte 11 22 settembre nella famosa lettera al Nìgra pubblicata dal Curatulo nella sua integrità e sulla qnale si e menato tanto scalpore (cfr. CUBATOLO, Garibaldi, V. E., Cavour nei fasti della Patria, pp- 170 e segg.).
*) Per notizie biografiche meglio che il cenno del MICHEL in Dizionario Stori dei Risorgimento, IV, p. 809 e gli sentii in esso citati, si veda DE VECCHI DI VAL GISMOJN, DA Generale Paolo Solaroli, dei Re Vittorio Emanuela II ecc. in Rassegna Storica del Risorgimento Italiano, luglio-agosto 1934.