Rassegna storica del Risorgimento
POERIO CARLO
anno
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1943
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Gino Bandini
famiglia italiana., gli eccitamenti della stampa, la crescente agitazione delle provincie, la-necessità di una forza potentemente organata per annientategli ultimi avanzi del Dominio Borbonico, la certezza di cadere altrimenti nelle ugne mazziniane, tutti questi argomenti (voglio sperarlo) spingeranno i Municipi a chiedere altamente, e con insistenza la pronta annessione, e quindi la nomina de1 Deputati all'unico Parlamento Nazionale. Certo sarebbe piti degno di un popolo di quasi dieci milioni di far pronunziare da un* Assemblea ad hoc, e farla convalidare da un plebiscito. E questo era il mio avviso. Ma i nuovi casi di Napoli, Vattitudìne minacciosa de1 settari, la necessità suprema di disfarsi al più presto del Borbone e de' satelliti armati che ancora pugnano per lui, consigliano la più vigorosa prestezza. Quindi non appena si farà manifesto il volo de1 Municipi, V'esercito entrerà ed installerà un Governo centrale con un Commissario Generale per ciascuna regione (Abruzzi, Campania, Apulva, Principati, Calabria) e commissari particolari per ciascuna Provincia con istruzioni identiche, e quindi faranno procedere al plebiscito, ed immediatamente alla nomina de1 Deputati al Parlamento Italiano secondo lo Statuto. Intanto in Napoli, finché non sia adottata l'uniformità delle leggi, vi sarà un Governo provvisorio per la parte amministrativa soltanto, riserbandosi il Governo del Re tutta la parte politica, come è ora per la Toscana. Vedete dunque, miei carissimi, che tutto dipende dalla vostra attività ed energia nel promuovere le franche manifestazioni de* municipi, senza che l'attuazione di questo disegno sarebbe impossibile. Si spera che la pronta annes-sione deciderà l'Austria alla vendita della Venezia, e l'Inghilterra vi lavora indefessamente. Se non si ottiene, tra sei mesi Fanti con l'esercito stanziale di 300 mila uomini e Garibaldi co* suoi generosi volontari, assalteranno la Venezia [con la certezza di ricacciare gli austriaci da quest'ultima provincia italiana. Addio di lutto cuore
V. aff.mo amico Carlo Poerio
La nona lettera, diretta anche questa al Saluzzo, è di quasi due mesi dopo, del 18 novembre, quando il Poerio era rientrato finalmente a Napoli dopo l'ingresso di Re Vittorio e, se non ha come le precedenti importanza politica serve a mostrarci la continuità dei rapporti che egli manteneva coi consorti dei quali egli aveva incitato e guidato l'attività durante il periodo preparatorio della liberazione.
confidenziale
di casa 18 Novembre 1860 Mio carissimo Lequile
Piti dolente che tu t'incomodassi senza ch'io potessi vederti, Ma tu hai il torto di non avermelo fatto sapore, palchi (come bene intendi) in qualunque ora del giorno o delift notte tu hai il diritto di farmi lieto della tua cara compagnia.
Ti ricordo il nostro carissimo Pompeo Carafa, giacchi sento che molti pretendenti sono venuti fuori, e sarebbe un grave torto di dimenticarlo, mentre tu conosci il suo nobile modo di comportarsi durante U lungo esilio, e la sua fedo ai principi.
Salutami il nostro invisibile de Simone, e credimi per la vita con la più affettuosa
amicizia
tuo amicissimo, Carlo Poerio