Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
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1944
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Ranieri Mario Cossàr
d'Istria e la Contea principesca di Gorizia e Gradisca) dal nesso dei paesi dell'impero austriaco, d'aver inoltre raccolto danaro per l'album offerto a Garibaldi, il 7 luglio 1878, a nome degli studenti dell' Università di Graz, di Trieste, Istria, Gorizia e Trento, col tramite del generale Avezzana, presidente del Comitato centrale delT Italia irredenta.
Nell'atto d'accusa si biasimava Giuseppe Garibaldi, per aver voluto far recapitare a Giacomo Venezian il ringraziamento per l'album. Questi era accusato, oltre cbe per la relazione epistolare con Giuseppe Garibaldi anche per avere spedito da Trieste, al giornale L'Adriatico di Venezia, tre corrispondenze nelle quali si agitava per il distacco di Trieste dall'Austria. L'accusa veniva estesa anche a Vittorio Venezian che 8'era esercitato in questi esercizi stilistici. Sempre secondo i rilievi dell'autorità inquirente, la collaborazione dei due Venezian al foglio antiaustriaco La Giovane Trieste, doveva avere spinto Giacomo a fondare il foglio umoristico triestino H Martello. Di più tutti e tre, dopo assolta la scuola media, avevano manifestato l'intenzione di frequentare le università del Regno e avevano fatto propaganda per distogliere gli studenti dal frequentare quelle austriache.
Dal processo probatorio era emerso che i redattori ed i collaboratori del Martello, che s'erano dichiarati appartenere al partito dei giovanissimi, erano gli stessi di La Giovane Trieste.
La requisitoria del pubblico ministero conte Gleispach era stata scalzata dai difensori dott. Kosjek, dott. Neumeyer e dott. de Schreiner, per cui, il giorno 25, era stato chiuso il processo con l'assoluzione dei tre accusati.
Per ogni buon conto, i tre giovanissimi dopo 1* assoluzione avevano stimato bene di trasferirsi in più spirabil aere.
Giacomo Venezian, poco dopo il suo arrivo in Milano, aveva scritto
al de Mulitsch, detenuto nelle carceri di Graz:
Milano 7-7-79 .Carissimo signor Mulitsch
A badare il desiderio che ne avevo, avrei mantenuta prima d'ora la mia promessa di scriverle due righe per informarla del mio indirizzo e non lasciar morire d'inedia una relazione tanto più cara, quanto tra più strani e sfavorevoli gli auspici sotto cui a avuto origine. Ma non occupazioni siimene agitazioni d'ogni maniera, di questi primi giorni che sono civilmente resuscitato, me ne anno finora distolto. Le proverà, queste agitazioni e vedrà che anno tutti i caratteri d'un'ebbrezza, e se non sono da tanto da pagare di quel che ai è sofferto possono almeno;* per un momento, farlo dimenticare. Tanto maggiori sono state poi per ine, quanto mi vennero più improvvise, a compimento d'una speranza che, lo confesso, devo appena coltivare nel mio segreto, ò piacere il ripeterlo a me stesso, per non cadere nello sbaglio di schernire il pericolo superato, ch'è l'unica maniera di guastarsi la giojn dalla vittoria: sa bene tornare a mettermi