Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1944>   pagina <69>
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Gorizia ottocentesca ecc. 69
nel punto di vista del 23 o 24 Giugno e richiamarmi ai progetti molto più modesti dal bisogno, che facevo allora sai mio presuntivo sistema di vita per il ? Luglio....
Non mi dilungherò a raccontarle come ù passato questa decina di giorni; si rias­sume in una sola parola: ò vissuto. Pochissimo tempo, con mio gran disappunto, mi è stato possibile d'accordare a Graz; la parte maggiore e più bella della città Pò appena scorsa di volo in carrozza; m'è bastato però a darmene un'idea favorevolissima, che armonizza con quella che necessariamente mi son fatto sul buon senso della popola* zione. Circostanze di famiglia in'ànno costretto ad affrettare il ritorno, e poi a lasciar mio padre dopo essere stati insieme un pajo di giorni per venire a fissarmi qui a Milano, in casa di miei zìi. Ci resterò probàbilmente fino alla riapertura dell'università, tutt'al più con qualche intermittenza, e se mi sarà possibile (purtroppo è un gran se) vedrò di rifarmi del tempo perduto. Si figuri lei, se conosce Milano, come mi ci trovi io, che m'imagino sarei stato beato anche a Banjaluka, o qualcosa di sonile.
Ma quello che accade dime, che alla fin dei conti passata quella tal porta, non ò davanti una strada molto scabrosa, può interessarla molto meno che non a me tutto quello che riguarda lei. La prego perciò instantemente di scrivermi, sopratutto se le condizioni laggiù sono in qualche modo migliori, e se come io ne nutro speranza arden-tissinia, c'è qualche barlume all'orizzonte di una felice aurora che annunzi anche a lei il suo giorno....
Lo speri senza impazienza; già non c'è bisogno che glielo dica, colla rassegna­zione meravigliosa con cui à ricevuto il colpo terribile. E come l'à ricevuto suo padre?
Anche nella sua posizione critica fra inferriata e catenaccio, lei è in grado di adem­pirmi vari incarichi, di cui 0 da pregarla. Prima di tutto, la prima volta che viene a trovarla il signor Gherbitz, gli faccia a mio nome un mondo di ringraziamenti e di saluti ci à usato, alla nostra liberazione tutte le possibili gentilezze, ed ero anzi in dovere di scrivergli, e ne sentivo vivo desiderio, ma disgraziatamente mi mancava il suo prenome e il suo indirizzo ormai è tardi e lascio andare, mi farà newero ? di scusarmi con lui?
Poi guardi bene di ricordarmi al Pogatschnigg appena gli scrive; e se vede Riavitz, di salutarmelo. E ancora, non dimentichi di salutare a mio nome il capo custode.
Il mio indirizzo è: Giacomo Vcnezian, presso il sig. Gismondo Zamarani Via Pesce n. 24 Milano.
Non si scordi di me, e riceva una stretta di mano dall'affezionato ex collega
Giacomo Venezian.
P. S. - Voglio supporre che mio cugino e Barzilni le [scriveranno. So poco di loro, cosa strana! Ci siamo presto divisi e non ci siamo ancora scritti. Barzilai dev'essere a Padova.
Né il nostro patriotta era stato dimenticato da Vittorio Venezian:
Carissimo amico Boi. 9-779
Provo una stretta al cuore dirigendole la lettera olla mia antica residenza, mentre desidererei tonto saper libero anche Leu
Le giuro che alla gioia della mia liberazione si accoppiò sempre il pensiero di Lei e dei suoi, poveri compagni che non poterono seguirci; e che seguirò sempre col mas-Aimo interesse il suo destino, che spero sarà meno triste di quanto esso sembra.
Sopporti con rassegnazione la SUB sciagura, che giova sperare la grazia sovrana Le farà fra non molto rivedere la libertà!