Rassegna storica del Risorgimento
PICILLI GIUSEPPE ; CARBONERIA ; STATO PONTIFICIO
anno
<
1944
>
pagina
<
131
>
VARIETÀ RASSEGNE E DISCUSSIONI
UN SACERDOTE CARBONARO E COSPIRATORE
GIUSEPPE PICILLI
All'opera delle sette rivoluzionarie il popolo romano, prima del '49, si associò meno che altrove e fu poco sensibile a miraggi di libertà e di repubblica. In vero il popolo di Roma, altre volte indocile e altero, si lasciava governare, specialmente dopo la restaurazione, con indifferenza, purché fossero soddisfatti i suoi bisogni materiali, incurante del disordine e della corruzione del Governo temporale e la borghesia, che altrove aveva avuto parte principalissima nel movimento rivoluzionario, a Roma ne ebbe meno fino al triennio '46-49.
I mercanti di campagna, i medici, gli avvocati, i commercianti, gli artisti, sia perchè ancora scottava il ricordo della Repubblica del 1799 e dell'occupazione francese, sia, perchè quasi tutti vivevano delle briciole, che cadevano dalla tavola dei prelati e dei nobili, aborrivano le sette e le sommosse, come il diavolo l'acqua santa.J) Testi* monianza viva dell'apatia spirituale dei Romani, troviamo nelle lettere, che i corrispondenti inviavano alla polizia austriaca:
Novembre 1822. Roma, ove regna il sommo Pontefice, sede di Pietro, quella ch'esser dovrebbe la più pura e viva sorgente di tutte le virtù e lo specchio della più sana morale, al presente, per quanto ebbi a conoscere, si può colla più sicura franchezza asserire nello spirituale quella della demoralizzazione, nel temporale, quella del disordine e della corruzione. Li romani sono altieri e ferrigni e indocili, tratti più alla superstizione che alla vera religione. Il commercio è languente, le scienze ùi decadimento, le arti, fuorché scultura, pittura e mosaicismo e vetraria, le altre mancano di energia e si trovano presso all'inerzia. L'agricoltura di molto trascurala, perchè mancano villiche braccia che la eserciti. TI governo viene condotto da cardinali prelati e preti. Il politico è un giuoco continuo di farisaismo e machiavellismo.2)
11 gennaio 1825.
II popolo è d'indole facinorosa, audace, inerte e sanguinaria; non vi sono die le voci d'interesse. In Roma con l'oro, avventurerei a dire che ogni cosa si ottiene e senza questo niente si fa. I romani ora nemici sono del pontefice, ora amici, qualora il pontefice ordini la distribuzione a beneficio del popolo, di pagnotte o di soldi. In fatti io non saprei come formare il preciso carattere dei romani. Il tesoro è sempre esausto; sempre s'incontrano debiti per invigorirlo, onde poter pagare le numerose spese.
Pochi è nessuno vogliono incontrare affari col governo, perchè mancante all'impegni è non di fede. Una volta si regnava con dolcezza, ed ora con la forza e con la coazione,3)
-) E. DEL CERRO, Cospirazioni romane, Roma, 1899, p. 145. 2) Carte segrete della Polizia austriaca in Italia dal 4 giugno 1814 al 22 marzo 1848. Capolago, Tip, Elvetica, 1851, voi. I, p. 303. -) Carte segrete ecc., voi. I, p. 377.