Rassegna storica del Risorgimento

PICILLI GIUSEPPE ; CARBONERIA ; STATO PONTIFICIO
anno <1944>   pagina <134>
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R. M. Antenori
nella chiesa dei SS. Apostoli nel 1792, era nel culmine della sua giovinezza, quando,, dopo sei anni di vita religiosa a Roma, fu costretto a lasciare il convento e a tornare a Napoli, dove allora nasceva la carboneria, *)
Pur non mettendo in dubbio la vocazione e la fede del sacerdote, pensiamo che con entusiasmo egli si sia aggregato alla nuova setta, tanto più che, come asserisce la Zara, i capi, consci delle condizioni arretrate della regione e desiderosi di attirare alla loro causa quanti più affigliati fosse possibile, non vollero suscitare divergenze e dissìdi per questioni religiose, ma conoscendo l'ambiente profondamente religioso, spesso anche superstizioso, adattarono le nuove dottrine alle condizioni locali, bandendo dal loro programma ogni parvenza anticattolica e dando alle vendite un carattere prevalentemente unitario. Questo fece sì, che parecchi sacerdoti e monaci affluissero alle sette e occupassero i più alti gradi nelle vendite; col loro prestigio e con la loro-autorità invogliarono molti del popolo più evoluto a iscriversi nella Carboneria e a cospirare per la redenzione economica e politica del Regno.2)
Egli asserì nel processo di essere ritornato in Regno per non perdere la pensione, che il Governo accordava ai sudditi religiosi, che avevano perduto i loro beni; ma è palese che allora si affigliò alla carboneria. Dopo una sosta a Cerreto ritornò a Napoli quando Murat, salito al trono, riordinata la Massonerìa, si creò capo di tutte le logge d'Italia.
Dapprima il nuovo sovrano aveva osteggiato la carboneria, lanciando il severo editto di Bologna, in seguito, dopo aver visto tramontare sui campi di Russia la glo­ria di Napoleone, si avvicinò ai carbonari, desideroso del loro appoggio per la realiz­zazione del suo sogno di indipendenza.3)
In questo periodo felice per la carboneria, il Picilli doveva avere avuto una im­portante attività nella setta e non soltanto in questa poiché era affigliato a numerose società segrete e sette minori, aveva infatti: pertinenza in alto grado alla Massoneria; nella setta chiamata dei Greci in solitudine; nell'altra chiamata dei Patriotti Europei, nell'altra detta dei Decisi; nell'altra chiamata dei Figli di Eva in cerca delle ossa di Adamo.4)
1) D. SPADONI, Sette, cospiratori e cospirazioni nello Stato Pontificio all'indomani della restaurazione, Roma, Ed. Nazionale, 1904, p. cv.
*ì LETI, op. cit., p. 71.
s) p. NICOLM, La Carboneria e le sette affini nel Risorgimento italiano, Vicenza, Cristofari, 1931, p. 39 e segg.
4) Processo, foglio 20 t.
JJ Leti, lo Spadoni e i corrispondenti segreti austrìaci danno poche notizie intorno alle sette nominate nel processo, che, però, sembrano assai familiari agli inquisiti e agli inquisitori.
Lecce 22 luglio 1818.
Estratto di un rapporto straordinario fatto dal Maresciallo di campo Church, comandante la 17* divisione, in data di Lecce (copia). La setta dei Patrioti Europei fu formata nelle provincia ài Lecce, verso la fine dell'anno 1814, i di cui misteri furono da un estero depositati nelle mani di Mauro Manieri, uno degli arrestati il quale ne cominciò l'organiszazione. Questa setta pretendeva ad una rimata antichità ed a una morale, che migliorava gl'individui e la società civile. Terso il 1815, questa setta fu riformata da Giov. Battista Maggi o presero il nome di Patriotti Europei riformati.
Verso il mese di ottobre 1817, il sacerdote Ciro Annichiarico fece conoscere ch'egli! era il capo sanguinario di una società, detta dei Decisi. Egli fu, per una lunga serie