Rassegna storica del Risorgimento
PICILLI GIUSEPPE ; CARBONERIA ; STATO PONTIFICIO
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1944
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135
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Un sacerdote carbonaro e cospiratore: Giuseppe Picilli 135
S oppresso il Governo costituzionale dalle armi austriache fu imprigionato, processato e condannato a dieci anni di esilio dal Regno. Passato qualche anno di esilio a Tunisi, col permesso del proprio console potè, per via di mare, uno alla Toscana, e di li a cavallo, giungere a Roma, nel novembre del 1823.
La sua vita in questa città, apparentemente modestissima e assai ritirata, non doveva far sorgere sospetto alcuno sul sacerdote, che celatamente e prudentemente aveva ripreso la sua attività settaria, fondando e sviluppando una vendita carbonara solo due anni dopo le Bolle e gli Editti del 1826, quando l'attenzione del papa e del governatore di Roma era rivolta proprio ai maneggi dei carbonari e quando i suoi precedenti politici lo rendevano certo della pena capitale, nel caso che la vendita venisse scoperta dalla polizia.
Ma, con ogni probabilità, l'iniziativa non veniva soltanto dal prete; noi vediamo alle sue spalle, una organizzazione ben più vasta della modesta vendita romana. Infatti, in due punti del processo è un accenno a interventi, che ci rendono certi, che il sacerdote era guidato da forze e da menti ben superiori, che gli davano anche i mezzi -di sostentamento, poiché la sola attività confessata dal prete era una messa settimanale a Tor di mezza via d'Albano, e qualche lezione gratis a due fanciulli. *)
di anni, capo di assassini e sistemava gli assassini! e i furti e incalcava il terrore nei cittadini e nelle autorità; il nome del governo immaginario, sotto cui travagliavano questi settari era la Repubblica Salentina, che aveva, per base fondamentale libertà e uguaglianza, formando, questa Repubblica, un anello della Gran Repubblica Europea.
(Carte segrete cit., voi. I, pp. 91-93).
Dopo le sommosse degli Abruzzi, anche qui furono vietate le riunioni carboniche. H Gran Maestro della " vendita di S. Elpidio, Liberio Pomili, impunito, racconta he nel 1814, in seguito a tale divieto i militari napoletani ricevevano non più ordini in nome dell'Alta Vendita o delle vendite, essendo state queste soppresse, ma per mezzo di un maestro carbonaro a nome di cinque carbonari che assistevano alla recezione. Questa maniera era denominata dei " Greci in solitudine o " Dei cinque in famiglia . D. SPADONI, op. cit., p. eviri.
Nelle Carte segrete cit, (voi. I, p. 132) è riprodotto un rapporto ufficiale sulla società segreta dei " Cinque ovvero " Silenzio dei Greci che la polizia austriaca sospettava propagata da un negoziante greco, durante un recente viaggio per affari di commercio da Venezia nel Levante. Il rapporto soggiunge: e Fuor di questo rapporto confidenziale nessun altro atto esiste intorno alla società segreta in esso rapporto accennata.
Vedi anche: A. Luzio, Processo Pellico-Maroncolli, Milano, 1903, p. 22; P. Nzcoixi, op. cit,
*) Il Gran Maestro, Don Giuseppe Picilli, dopo le aggregazioni, avvertiva i nuovi
<e vecchi aggregati di essere segreti* di essere fedeli alla carboneria e di essere pronti ad
ogni colpo di mono che si poteva fare contro il governo attuale, esdendo scopo della
società di procurarsi un governo repubblicano e diceva che da un momento all'altro
.potevano venire ordini analoghi senza precisar da dove (Processo: foglio 35).
E più avanti: Don Giuseppe non poteva operare nulla senza gli ordini dei più grandi nella carboneria, ed, in quel momento, rivoltosi a me (Rosi) mi disse, che era venuta una persona in casa, mentre io mi trovavo assento e lo aveva avvertito che stessimo pronti, giacché sarcssimo stinti provveduti anche di armi. Io domandai a Don Giuseppe chi era stata una tale persona, ma egli non volle dirlo (Processo: foglio 351.)