Rassegna storica del Risorgimento

PICILLI GIUSEPPE ; CARBONERIA ; STATO PONTIFICIO
anno <1944>   pagina <136>
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fi. Ma-. Antenori
Ignoriamo, se la polizia pontificia abbia dato peso e risalto a queste dichiarazioni e abbia indagato per scoprire le fila, che univano i Picilli al gruppo maggiore della carboneria, che doveva trovarsi, quasi certamente, nel Regno di Napoli.
Nell'editto del 6 luglio 1826, ai quale abbiamo già accennato, non si esitò a ricor­rere ad un'arma, che pur disonorando chi se ne serviva, poteva avere esito sicuro per combattere i temuti nemici, la delazione e il tradimento, poiché assicurava il più geloso segreto ai denunciatati, che sarebbero stati muniti di apposito certificato dalle autorità .
E nel caso Picilli il delatore, Pietro Rosi, è, naturalmente, l'uomo nel quale il sacerdote aveva riposto la più grande fiducia. Considerato da tutti come il braccio destro dal gran Maestro avrebbe dovuto prendere, in seguito, le redini della vendita , che allora si sarebbe chiamata Roma Risorta .
Il Rosi, che da parecchi anni apparteneva ad una società denominata Gli Ere­miti Riformatori ,l) dove aveva il secondo grado di questuante, organizzò, assieme a don Picilli la fondazione della vendita e procurò, con la sua propaganda, quasi tutti gli adepti costringendoli, anche con le minacce ad aggregarsi. Fece pure ricerca di una casa per fissarvi la sede definitiva e prese in affitto, in via della Lungara 23, il giardino, dove gli aggregati si sarebbero potati radunare, con la massima sicurezza e, dove, la sua delazione fece sorprendere, in flagrante delitto di riunione settaria, il Gran Maestro e i soci presenti.
Munito di nn foglio di libera impunità , firmato dal luogotenente Benvenuti,2) il Rosi era presente, nel giardino, alla sorpresa e all'arresto e assieme agli altri, dopo un sommario interrogatorio, condotto a Castel S. Angelo.
1) Questa riforma carbonica fu propagata, nelle carceri Nuove nel 1822, dal noto Vincenzo Pannelli, maceratese, il quale nel febbraio 1821, alla testa di una orda di faziosi invase alcuni luoghi dell'asolano proclamandovi la costituzione, per cui trovasi nel forte di S. Leo, condannato a vita.
I gradi di suddetta riforma erano di Grande Eremita Riformatore; Questuante; Maestro; chiamandosi, i semplici aggregati: Eremiti, I luoghi di riunione appellavansi Romitori. Nota a margine della p- 4 del Ristretto del Processo di 102 pagine a stampa, fatto per comodo del Governatore di Roma. (ARCHIVIO DI STATO - 'Miscellanea di Carte politiche e riservate Busta 59).
Diffusamente studiò il processo Pannelli D. SPADONI, Una trama e un tentativo rivoluzionario nello Stato Pontificio nel 1820-21, Roma, 1910.
2) Togliamo dal documento allegato al processo, le condizioni, poste dal dela­tore:
I) Che gli conceda uno spazio congruo per condurre a termine felicemente il suo piano e questo tempo sarà a discrezione di me; che informato dal Rosi periodica­mente, riguardo alle mie operaggini e praticne gli verrà quindi determinata l'epoca definitiva.
II) L'impunità libera e assoluta, con passaporto sotto il nome della madre, dopo aver esaurito a tutte le sue obbligazioni.
HI) erudendoci opportuno il suo arresto e anche una simulata condanna, di essere ritenuto* durante la sua detenzione in un l'arte e convenientemente trattato,
IV) Una somma di denaro, a cose ultimate, corrispondenti all'utile ebe ne potrà risentire il governo e. perciò, si rimette a discrezione del medesimo.
Ecco, ora, Je condizioni poste dalla polizia: ebe non sia egli, il fondatore di si­mili società; che debba in tutto e per' tutto manifestare interamente la verità; che faccia conseguire l'arresto di tutti i compiici fautori, correi, ricettatori o almeno