Rassegna storica del Risorgimento
PICILLI GIUSEPPE ; CARBONERIA ; STATO PONTIFICIO
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1944
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137
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Un sacerdote carbonaio e cospiratore: Giuseppe Picffli 137
La sorpresa fa abilmente organizzata.
Giovedì 19 febbraio 1829
sin dallo scorso genna.ro, tanto dalla Direzione Generale di Polista quanto alVlll.mo Sig, Luogotenente Benvenuti, non senso intelligenza dell'Ecc.mo Sig. Card, Sernetti, Segretario di Sfato, veniva trattato col mezzo di un settario carbonico, la sorpresa in flagranti di una società segreta, che questo assicurava esistesse in Roma.
Nei passati giorni, avendo il suddetto settario avvertito che, in questa settimana doveva seguire una riunione carbonica in un suo giardino, alla Longara, segnato col n. 23, ne fu da sua Em. Rev. Mons. Governatore, Direttore Generale di Polizia, fatto foglio di relazione VEm. Camerlengo (attesa la circostanza della sede vacante), il quale ordinò, che si tentasse, al più presto, la sorpresa di coloro che fossero per andare alla riunione predetta, nel modo più prudenziale ed efficace, come dal foglio originale, che, da me, Notaro, si costudisce in posizione.
In seguito a ciò, furono dati gli ordini opportuni al Sig. Tenente Calderari, perchè eseguisse la sorpresa ed assetto sud.o, ponendosi a tale effetto di concerto col ripetuto settario. Di fatti dopo le ore 23 di quest'oggi, è stato invialo dal Sig. Tenente Calderari airni.mo Luogotenente Benvenuti, il rapporto di sorpresa ed arresto che qui, originalmente si inserisce.
Roma li 19 febbraro 1829
la Reggimento Carabinieri Pontifici 1 Squadrone Compagnia Scelta Comando della Tenenza dei Sacri Palazzi.
All.mo Sig. Avv. Benvenuti, Luogotenènte Criminale del Governo di Roma.
Oggetto: sorpresa ed arresto dei settari carbonici:
Don Giuseppe Pialli, Pietro Rosi, Salvatore Leonbruno, Angelo de Caesaris, Tommaso Vernati, Angelo Passini, Antonio Riccardi, Nicola Cortesi, Vincenzo Silvio.
Analogamente a quanto era stato con la S. V. IH. concertato, riguardo alla sorpresa detta riunione settaria, alla Longara e arresto dei riuniti : sulle ore otto e mezzo detta scorsa notte, mi recai sul posto e accortamente introdotta la Forza da me dipendente, la situai colà, in modo, nétta casa di Giuseppe De Magistris, che potesse non essere veduta o intesa, e quindi mi posi in attesa détta riunione, che seguir doveva nel sottoposto pianterreno.
Circa le ore 18 incominciarono a riunirsi varie persone e così sino alle ore 22 e un quarto, che dopo d'essersi divertiti qualche poco nell'unito giardinetto, si ritirarono' nella retrostanza terrena a contatto col giardino stesso, per incominciare la loro riunione settaria.
Istruiti allora i miei dipendenti della somma importanza dell''operazione da eseguirsi, e premessa, pare, ogni cautela per Vassicurazione, in ogni evento, dell'operazione stessa, mi condussi al cancello die mette al giardino già detto, il quale, aperto con chiave adultera, sonami avvicinato atta porla della camera di riunione ed avendo sollecitamente situata e
nel maggior numero; che, faccia ottenere la sorpresa dei soci in occasione di ima loro adunanza, con i libri, attrezzi ed emblemi soliti; che il numero di questi sia non minore di 20 e vi siano compresi 1 graduati con i loro distintivi; che somministri indizi e prove concludenti, onde procederò allo pena ordinaria, non solo per li rei attestati sul fatto, ma anche per trasmettere l'inquisizione anche per li contumaci e gli assenti. Dato in Roma* questo di 30 gennaro 1829 . (Processo; foglio 17).