Rassegna storica del Risorgimento

PICILLI GIUSEPPE ; CARBONERIA ; STATO PONTIFICIO
anno <1944>   pagina <138>
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R. M. Antenori
disposta la Forza, la porta aperta con un calcio e assistito dai testimoni, Giuseppe De Magìstris. figlio del fu Antonio, e Giacomo del fu Francesco Jurò, sono saltato dentro al primo moto della sorpresa, unico messo per evitare, al più possibile, il minacciato conflitto.
Ho trovato in essa varie persone, che nominativamente si descrivono nell'unito foglietto, riunite e sedute intorno a un piccolo tavolino, due altre delle quali hanno procu-rato la fuga, per la parte opposta, per mezzo della porta corrispondente alla via della Longara 23, lo che però non gli è riuscito, essendo guardata dall'esterno, da altra forza appositamente postata.
Appena sono stati assicurati, con mezzi di sicurézza, li ho fatti tutti perquisire colVordino che segue nell'unito foglio, ritenendo gli oggetti rinvenuti ad ognuno; sopra il già nominato tavolino, ove tuttora esistono, per essere da V. S. Ill.ma assunti come corpo del delitto nelle debite regole, unitamente agli Emblemi Settari, che su di esso sono stati rinvenuti e che egualmente vi esistono, comprensivamente ad una fascia di colore, che è stata rinvenuta su una sedia, ove sedeva il sacerdote Pusilli, da esso stesso gettatavi nel­l'atto della sorpresa, che riteneva appesa sul collo, come ha dichiarato, alla presenza dei già nominati testimoni. Firmato: Calderari
Gli arrestati furono: Don Giuseppe Picilli, Salvatore Leonbruno, negoziante di pietre; Angelo De Caesaris, sarto; Tommaso Vernati, sarto; Angelo Passini, materas­saio; Antonio Piccardi, caporale della milizia urbana; Nicola Cortesi, muratore; Vin­cenzo Silvio, studente di medicina, che assieme a Niccola Ceccarelli, sarto; Filippo Gnocchi, arrotatore di pietre; Pellino de Agostini, sarto; Giuseppe Cariani, came­riere; Romualdo Franchi, campagnolo; Benedetto Giovaxmangeli, vignarolo; Antonio Bombardini, sarto; Giovanni Sanzana, falegname; Antonio Grassi, ministro di nego­zio; Fortunato Belli, sarto; Paolo Bellori, sergente della seconda compagnia del batta­glione granatieri; Alessandro Agnetti, sergente del battaglione scelto granatieri; Crescentino Bellini, sergente del battaglione scelto granatieri; Vincenzo Galanti, agente di polizia a cavallo; Luigi Viventi, studente di architettura; Francesco Carne­vali, possidente; Benedetto Polvani, ex ufficiale di stato maggiore regnicolo; Pietro Bocci, segretario della Presidenza di Campitelli, arrestati in seguito alle indagini e alle rivelazioni del Rosi, formavano la vendita Sannio Risorto. La condizione sociale degli aggregati è varia, ma i popolani predominano, dando uno speciale carattere e interesse all'indagine. Dopo aver denunciato i suoi compagni, Pietro Rosi non ebbe scrupolo di raccontare minutamente, come era sorta la vendita, che egli aveva distratta.
Certo Nicola Ceccarelli, sartore e il confesso settario {il Rosi ora divenuto impunito) appartenenti ambedue da vari anni a una certa società segreta, denominata deglia Eremiti Riformatori contrassero, nell'estate dello scorso anno 1828, amicizia col sacerdote Giu­seppe Picilli, regnicolo, espulso dal regno in seguito delle vicende politiche del 1821 e da non molto proveniente da Tunisi. Datisi a conoscere come settari non ebbe difficoltà, il Picilli, dì confidare segretamente all'impunito, la sua pertinenza in un elevato grado non solo della Carboneria, ma benanche alla Massoneria ed altro società segrete e quindi gli propose di impiantare di concerto una vendita carbonica in Roma, alla quale avrebbe potuto presiedere lo stesso impunito, come romano. Tanto l'impunito quanto il Ceccarelli fecero conoscere al Pialli altri individui, già antichi settari, e con questi combinarono di tenere un particolare congresso, per trattare di materie settarie.