Rassegna storica del Risorgimento
BOZZI GRANVILLE AUGUSTO
anno
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1947
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pagina
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66
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66 Augusto Bozzi Granviìie e VAustria
expedi ent, and with a vieto lo general peace and tranquillity, I should prefer seeing the Italiane aivait the insensible influence oftohat is going on elsewhere than haxard their own internai quiet hy an off art at this moment. ))
Data quindi codesta necessaria subordinazione dei desideri degli Italici puri alla politica inglese, può sembrare strano l'appello del Bozzi allo zar di tutte le Russie, ed il suo proposito di fargliene personale offerta. Ma, senza voler tenere eccessivo conto dell'alone messianico onde allora in tutta Europa era circonfusa la personalità di Alessandro I (e ne abbiamo testimonianza anche in Guerra e Pace del Tolstoi, che è un romanzo non lo si dimentichi condotto su un'accurata documentazione storica), l'azione politica di Alessandro I era indispensabile per la costituzione di un equilibrio europeo in cui l'Italia doveva occupare, secondo i voti dei nostri Italici, un posto di non piccola importanza.
Infatti tra le carte del Foscolo, il quale pure si poneva in quei giorni il problema dell'unità e dell'indipendenza italiana e che col Bozzi ebbe contatti nel 1814 ed era un anglofilo, * è stato rinvenuto il sommario di un discorso A* Maggiori Monarchi d'Europa in cui, oltre ad indirizzarsi Alla Santità di Pio VII Pontefice Massimo ed Alla Maestà di Napoleone Imperadore, il poeta si rivolge anche Alla Maestà di Alessandro I Imperadore, proponendosi di parlargli sulle Ragioni che debbono muovere l'imperadore de' Russi a favorire l'indipendenza italiana .3)
Sebbene il Foscolo poi non si sia accinto alla stesura di codeste Ragioni, noi le possiamo determinare con sicurezza con l'ausilio di quanto egli ha lasciato scritto in alcuni frammenti delle Questioni intorno alla indipendenza italiana, ove, accettando l'opinione di coloro che asseriscono che o dalla troppa o dalla troppo poca potenza si dell'Austria sì della Francia dipenderebbero i veri guai dell'Europa , individua la funzione dell* Italia e della Russia nella sua concezione dell'equilibrio europeo.
A questo stato di cose bisogna primamente che VAustria e la Francia siano del pari potenti; il che non riescirà mai se non quando la Germania, VItalia e la Svizzera non saranno tanto forti in sé stesse da non lasciarsi ingoiare dall'una di quelle due grandi potenze. La Germania ha per suo scudo la monarchia e la militare virtù de* Prussiani. Nella Svizzera non è morto (?) ronnipotente amore della libertà e della patria; anzi ne1 piccoli cantoni è per anche illibato e fiorissimo, ed essi riposano sotto l'egida dell'imperadore Alessandro. Ma i popoli italiani, manifestamente nelVitni-versatila contrari a' Francesi e a* Tedeschi, inclineranno pur sempre aUa ribellione; e quando pur siano posseduti pacificamente, la troppa potenza del possessore ingelosirà tutti gli altri Stati Europei; finalmente la sola Italia potrebbe da un lato contenere
0 Cfr. G. GALLAVRESI, art. cit., 129.
3) Sull'azione politica del Foscolo in quei giorni, oltre all'introduzione del PASSÒ ncll'VlII voi. dell'Edizione Nazionale delle Opere, vedi A SOLMI, Ugo Foscolo e l'unità dell'Italia, in L'Idea dell'unità italiana nell'età napoleonica, Modena, 1934, e R. SOIUGA, Ugo Foscolo e il suo amico anglo-italo Augusto Bozzi Granville, in La Lombardia nel Risorgimento italiano , XIII, 1928,121-140. Per il Bozzi più particolarmente ofr. R. SOIMCA, Bagliori unitari in Lombardia avanti la Restaurazione austriaca (1814), in Bollettino della società pavese di storia patria, 1915,1-18.
3) Edizione Nazionale delle Opere di Ugo Foscolo, Vili, a cura di L. Passò, Firenze, 1933, XCIII.