Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1947
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pagina
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80
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80 Anna Saitta Revignas
sì che trapassassero la frontiera a tempo determinato e pressoché simultaneo con altre operazioni.
Venezia haVinsurrezione del Cadore e del Friuli preparata: ha un ventiduemila uomini in circa e può operare con dieci mila. Pepe è buonissimo; ma ha bisogno di chi lo sproni.
Garibaldi dovrebbe, venuto il momento, recarsi con un nucleo di gente abbastanza imponente nei Ducati, non per soggiornarvi, ma per ingrossar di altra gente di quei luoghi e dei Pontifici; poi illudere il nemico a credere ch'ei voglia passare a Piacenza, e invece con un ponte di barche passare H Po a Casalmaggiore e per la via di Piadena muovere colla rapidità del pensiero verso Brescia e Bergamo. Il nome di Garibaldi è potentissimo in quelle vallate. I Lombardi valicherebbero la frontiera a Sesto o a Buffalora.
Io tengo qui, malgrado le perdite, un materiale di guerra, poco in sé, però, sufficiente a cacciare, malgrado ogni ostacolo, una o due colonne sul Comasco. L'insurrezione generale del Comasco dipende da una sola cosa, che il moto di Val d'Intelvio ci tolse, ma che io potrò verificare, se si serba il segreto, la presa dei tre vapori. Oltre il materiale in mia mano, ho 1000 fucili a Bellinzona, pagati, ma trattenuti in mano del negoziante dalVatto provvisorio del Governo che proibisce la circolazione delle armi anche fra i Ticinesi: atto di circostanza e che verrà revocato a giorni. Altre grosse partite di fucili sono pronte o qui, o tra Zurigo e qui; ma bisogna pagare, o almeno dare un"acconto o un"obbligo. Questo si farebbe e lo noto perchè sappiate che non si avrebbe bisogno per armare Valla Lombardia di andare a Londra o a Parigi come fece il Governo Provvisorio.
Poco importerebbe il quando, se non che bisognerebbe tenersi in modo che l'iniziativa spettasse all'Italia e non al re Carlo Alberto. Il Piemonte non può né vuole far guerra; ma se un giorno crederà che si prepari davvero una insurrezione nazionale, forse allora cercherà precorrerla per vedere di coglierne i frutti. Per moralità, per evitare la guerra civile, per dieci ragioni che non ho bisogno di dirvi, bisognerebbe che l'iniziativa fosse di popolo. Il popolo farebbe poi ciò che gli parrebbe benfatto.
Vi ritenete voi Ministro Toscano o investito di missione Italiana ? Qui sta il punto vitale della questione. Nel primo taso, io deplorerò che non siate rimasto individuo, perché pur troppo vi troverete cinto da talivincoli che v'impediranno V'azione. Nel secondo caso, voi potete salvare l'Italia. Lavorate nel segreto. Cospirate santamente per la Nazione. Aiutate Garibaldi a ordinarsi gente intorno. Trovate per lui e pei corpi lombardi danaro. Per noi, 'Saprò trovarne io. Raccogliete mezzi di guerra. Arruolate, se credete a me, una legione di volontari Corsi, che suscitando emulazione, gioverebbe sommamente all'azione dei nostri volontari, spesso nei cominciamenti, incerti e accessibili a terrorpanico. Collocate uffizioli di merito. Valetevi del D'Apice che io v'ho indirizzato: eccellente, ripeto, ma più con truppa regolare che con volontari. Quando Umomento sarà venuto, voi lo direte: e Garibaldi e gli altri, come per impulso proprio, agiranno. Voi il dì dopo, aiutate in nome di Dio e dell'Italia, la guerra italiana con tutti i mezzi ch'io non ho bisogno d'indicarvi. Voi potrete verificare nel modo migliore le cose che io v'ho dette per ciò che riguarda i paesi e i corpi lombardi. Io potrò darvene tutti i mezzi, sol che chiediate.
Se credete, dopo questa mia lettera, poter aver contatto con me, fatelo; credo gioverebbe al paese. E in tal caso, qualunque persona verrà da voi in cerca di me si diriga al Conte GriUenzoni, Casa A ir oidi, in Lugano; non parli con altri, io non ne fiaterò con anima viva. Dove no, vogliate almeno essermi cortese di tanto ch'io sappia, per due parole vostre, che avete questa lettera, ma che non vi occorre altro da me. Indirizzate al sig. G. Abbondio Chialiva, Lugano. S'io dovessi anche lasciar davvero il Cantone, un vostro messo saprebbe dal GriUenzoni dove raggiungermi.
Ricordatemi, vi prego, con affetto alla Sig.a Laura Parrà* E Dio che vi salvò dalla morte, v'ispiri pel bene del povero nostro paese. Credetemi sempre
vostro amico Giuseppe Mazzini
Non fidate in Correnti, ingegno perduto dietro al fascino dei raggiri e delle vie oblique.