Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1947
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pagina
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81
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Tre inediti di Giuseppe Mazzini 81
L insuccesso dei moti dell'alta Lombardia ebbe in Svizzera dei riflessi immediati, tanto nei riguardi degli esuli che avevano preso parte alle operazioni ed erano riparati un altra volta in territorio neutrale, quanto di coloro che si consideravano in qualche forma, diretta od indiretta, compromessi coi recenti avvenimenti. H 4 novembre il Mazzini aveva avuto l'ordine, proveniente dal Governo federale, di lasciare entro quarantottore il Ganton Ticino e prima di nascondersi, perchè effettivamente abbandonò la Svizzera soltanto nel dicembre, scrisse al Montanelli i due seguenti biglietti con i quali gli presentava Domenico D'Apice e Maurizio Quadrio, che lasciavano anch'essi il Ganton Ticino per venire a Firenze.
Il D'Apice, esule dopo i moti del 1821, era ritornato in Italia nel 1848 e nella guerra aveva avuto il comando di quel corpo d'armata di volontari che nella ritirata era rimasto isolato allo Stelviò ed aveva sostenuto eroicamente sino alla une l'onore delle armi. Aveva avuto parte anche nella recente insurrezione della Valle d'Intelvi come capo di una colonna di volontari penetrata da Lugano ad Osteno e poi riunitasi a quella del comandante Arcioni. Fra i due capi erano sorte immediatamente delle aspre divergenze originate da diversità di vedute sui problemi tattici contingenti ed i volontari, malcontenti del D'Apice, che, secondo loro, non aveva piani e condotta sicuri, scrissero al Mazzini perchè disponesse il suo allontanamento. A queste accuse, che al Mazzini sembravano infondate, accennano le parole del biglietto confermate, con una leggera riserva, anche nella lettera.
CISTO Montanèlli Tu conosci D'Apice. E comecché in questi tempi girino accuse e biasimi su tutti e per tutto, io lo so purissimo ed energico amante del suo paese e capace di giovarne la causa Accoglilo, ti prego, come tale e come amicissimo del
tuo Gius. Mattini 8 nov. 11848]
11 D'Apice venuto a Firenze ebbe poi durante il Governo provvisorio il comando dell'esercito che doveva muovere a Lucca contro il generale De Laugier e le milizie granducali.
Anche Maurizio Quadrio, al quale si riferisce il secondo biglietto, fu accolto cordialmente dal Montanelli, col quale collaborò assiduamente nel giornale La Costituente italiana, che si pubblicò a Firenze dal dicembre del 1848 al marzo del 1849, e come, segretario del Governo provvisorio nei primi mesi del 1849.
Le parole del Mazzini ben presentano questa nobile figura di patriota, una delle più oneste e più belle del nostro Risorgimento.
Caro Montanelli,
Maurizio Quadrio, Italiano di Valtellina, è ottimo amico mio, ha dato pegno di sacri" fiei atta Causa Nazionale per tutta quanta la vita e merita affetto e stima, da guanti ornano davvero il paese, per doti di mente e di core. Vogliate dunque, accoglierlo come si addice a lui ed a voi, giovargli come meglio potete, ad amare sempre, come egli v'ama, il
vòstro 8 nov. 48, Gius. Mazzini
ANNA SARTA REVIGNAS