Rassegna storica del Risorgimento

"ARCHIVIO (L') PUGLIESE DEL RISORGIMENTO ITALIANO"; PUGLIA ; GIO
anno <1947>   pagina <86>
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86 Libri e periodici
ILIO YOHI, Eugenio di Savoia', Torino, U, T. E. T. 1941, in 8, pp. 253. L. 22.
Dello Yori è un Eugenio di Savoia del 1934 edito in due voltimi nella Collana storica sabauda da Paravia: nessuno quindi più atto di lui a preparare per questa nuova collana de I grandi Italiani mia vita del condottiero sabaudo. La pre­sente collana, com'è noto, ha un carattere divulgativo e vuole quindi evitare l'impo­stazione ed il tono scientifico; lo Yori è riuscito però a conciliare le due opposte esi­genze: quella di rispettare il carattere della collezione, e quella di esporre una biografìa ebe è ricca, più che di veri e propri avvenimenti, di aspetti interessanti sotto il punto di vista tecnico dell'arte bellica. Lo Yori ba ottenuto questo felice contemperamento in primo luogo riportando la maestria tecnica del condottiero ad un più generale e più accessibile orientamento spirituale, risòlvendo cioè le qualità tecniche della sua arte in qualità spirituali del suo carattere; in secondo luogo usando una chiarezza molto encomiabile nell'esporre gli aspetti tipici di quell'arte e le fasi più drammatiche ed interessanti delle campagne di guerra del Principe sabaudo.
Tuttociò in una bella prosa limpida, fluida, che facilita e rende piacevole la let­tura del volume, nel quale questa facilità stilistica copre una profonda e serissima preparazione storica.
Lo Yori ha diviso il libro in sei parti. Una prima parte rivolge la sua attenzione ai lineamenti morali e fisici del Principe, che viene considerato nella seconda parte nelle sue molteplici attività. Giacché Eugenio di Savoia, se fu soprattutto un soldato, ebbe anche incarichi politici e diplomatici che assolse sempre con la più grande soddi­sfazione del Sovrano austriaco. Col terzo capitolo lo Yori entra a considerare l'aspetto tipico della personalità del Principe, cioè l'aspetto militare: è uno sguardo complessivo alla carriera ed alla vita militare di Eugenio di Savoia, le cui singole più interessanti campagne vengono poi analizzate più minutamente nel quarto capitolo. La quinta parte verte sulla personalità del Principe nella storia dell'arte militare, mentre la sesta ed ultima vuol essere una sintesi sulla personalità spirituale del condottiero.
Sono però tra le pagine meno felici dell'opera quelle nelle quali l'A. vuole dimo­strare e più che di una dimostrazione sì tratta naturalmente di un'affermazione che l'individualità di Eugenio di Savoia fu schiettamente italiana: impresa ardua, per il suo stesso carattere di vaga genericità, tanto più che l'A. intende mostrare come i canoni dell'arte bellica del Principe siano proprio quelli che indicano tale italianità. Ed invece, assicurarsi fin dal principio della campagna l'iniziativa delle operazioni, cercare di obbligare l'avversario alla battaglia concepita come l'unico mezzo per dare una conclusione decisiva alla campagna, giocare sul coefficiente e sorpresa, non si possono dire soltanto canoni peculiari del carattere militare italiano, ma sono quei principi che in tutti i tempi furono applicati da tutti i grandi condot­tieri di tutte le parti del mondo, e che appunto hanno sempre dato alla loro arte bellica un aspetto rivoluzionario: da Cesare ad Alessandro Magno, da Napoleone a Federico IL Ragionando come fa l'A. nelle ultime pagine del libro, si dovrebbe con­cludere che Federico II di Prussia fu geniale individualità schiettamente italiana. Forse il carattere divulgativo e quasi propagandistico della collana ha spinto lo Yori su questo pericoloso sdrucciolevole terreno. Del resto questa riserva, che verte solo su di un. aspetto metodologico del volume, non ne infirma in nessun modo il valore.
Come si comprende, il numero maggiore di pagine è dedicato all'attività militare ed all'esame delle più interessanti campagne di Eugenio di Savoia: da quella del 1697 contro i Turchi, con la famosa battaglia di Zenta, a quella del 1701 in Italia, a quella del 1704 in Germania, con la battaglia di Hochstadt, all'altra del 1706 in Italia, con la battaglia di Torino, tanto importante per la nostra storia nazionale, all'ultima campagna del 171618 contro i Turchi, ancora una volta sconfitti nella grande balta-taglia di Belgrado. La condotta della campagna di guerra per la successione polacca