Rassegna storica del Risorgimento
"ARCHIVIO (L') PUGLIESE DEL RISORGIMENTO ITALIANO"; PUGLIA ; GIO
anno
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1947
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88
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88 Libri e periodici
di quel prestigio politico e militare che fu in ogni tempo una delle grandi forze dei Savoia.
I capitoli principali di questa storia sono rappresentati dai nomi di Umberto Biancamano, Amedeo VI e Amedeo Vili, artefici della prima fortuna politica sabauda, di Emanuele Filiberto, il quale, ponendo fine alla crisi derivante dalla lunga lotta tra Francia e Spagna durante il sec. XVI, potè ridivenire padrone indipendente dei suoi stati, lanciando il Piemonte verso la grande politica dei due secoli successivi} di Carlo Emanuele I, conquistatore di Saluzzo e guerriero delle due lotte per la sue* cessione nel Monferrato e di quella per la difesa dei Grigioni; di Vittorio Amedeo II, il re che dal 1684, svincolandosi dalla tutela della madre, riesce a liberarsi dalla soggezione francese che durava dal lontano trattato di Cherasco del 1631, e dopo essere entrato nella coalizione antifrancese del 1690 riporta le armi contro la Francia di Luigi XIV nel 1703, ottenendo ad Utrecht con il titolo regio quella grande isola mediterranea la Sicilia che doveva necessariamente imporre una impostazione nuova e di più ampio respiro alla politica sabauda, abilmente destreggiantesi tra le difficoltà dei contrasti europei; di Carlo Emanuele III, infine, il quale, dopo che il suo predecessore aveva dovuto subire la prepotente inimicizia austriaca e spagnola e barattare la SiciHa con la Sardegna, riesce, abilmente appoggiandosi alla Francia durante la guerra di successione polacca ed all'Austria durante quella di successione austriaca, a raggiungere il Ticino, rifiutando durante le intricate discussioni diplomatiche alcune soluzioni apparentemente più favorevoli alla Casa di Savoia ma in realtà tali che avrebbero pregiudicato ogni futura libertà d'azione politica in Italia. Dopo la crisi che il Regno di Sardegna attraversa durante la Rivoluzione francese e l'Impero di Napoleone, vediamo la politica sabauda imperniarsi sulla nuova idea nazionale, ponendosi a capo della quale l'audace famiglia otterrà l'unificazione nazionale italiana, cementata al fuoco della Grande Guerra.
II Cognasso ha avuto l'abilità di disegnare a grandi linee le direttive costanti della politica estera sabauda, ponendo sempre in rilievo le forze contrastanti tra le quali essa si muove ed i risultati dei singoli sforzi e dei tanti momenti eroici della storia sabauda; tralasciando cosi di addentrarsi negli altri aspetti della storia del Piemonte, il Cognasso ha potuto presentare una sintesi molto apprezzabile e molto utile per intendere l'importantissima funzione in ogni tempo esercitata dalla Casa di Savoia nella storia italiana ed europea, in una visione equilibrata e aderente alla più obiettiva storiografia. Per gli studiosi di storia del Risorgimento, non sarà privo di interesse notare come con questo modo di disegnare la storia piemontese divenga più agevole considerare la politica sabauda durante il Risorgimento italiano come il seguito di una linea politica tradizionale attraverso i secoli, allargando la storia italiana dell'Ottocento nella più generale e comprensibile storia europea: che è una tendenza da auspicare per il miglioramento della storiografia del nostro Risorgimento.
Per illustrare la fase forse più drammatica e certo più decisiva del progressivo ingrandimento e della progressiva affermazione europea dei Savoia, saranno molto utili i documenti raccolti dal Moscati nel secondo dei due volumi qui considerati, edito dallo stesso Istituto per gli Studi di Politica Internazionale che ha curato l'edizione del primo. Si tratta del periodo che va dal 1684 (l'anno in cui, come ho già detto, Vittorio Amedeo II si libera dalla tutela materna ed inizia la sua audace politica) al 1773, Tanno in cui muore l'abile Carlo Emanuele III. Il Moscati, dopo aver premesso una rapida ma efficace Introduzione nella quale non abbiamo potuto notare nessun punto di disaccordo rispetto alle considerazioni del Cognasso, raccoglie i documenti più importanti non solo tra quelli diplomatici ufficiali, ma anche tra le memorie, le lettere, le istituzioni varie, con una tecnica che è ormai diventata una lodevole tradizione di questa utilissima collezione. I documenti, scelti con larghezza e collegati da note del Moscati la cui esauriente abbondanza costituisce una caratteristica di questo volume rispetto agli altri della stessa collezione, sono