Rassegna storica del Risorgimento

"ARCHIVIO (L') PUGLIESE DEL RISORGIMENTO ITALIANO"; PUGLIA ; GIO
anno <1947>   pagina <93>
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Libri e periodici 93
Nell'atmosfera incandescente della grande rivoluzione riesce strano leggere e L'esatta pratica del cristianesimo base della possibile verità umana o la vera felicità di tutti quei che la vorranno per sé e per gli altri, in un tenore di vita Sociale Cristiana un poco più esatta dell'ordinaria (1794) dell'abate Maurizio Antonio Tocci. Ma in realtà qualche cosa dell'impeto rinnovatore degli Eguali traluce dal fantastico progetto della Società dei cristiani puri dell'abate sette­centesco. Fuori dell'utopismo moralista e religioso della maggior parte delle di lui affermazioni sta l'elaborata concezione di una associazione volontaria fon­data su un'assoluta eguaglianza economica, nella e Comunione dei beni, nell'obbli­gatorietà del lavoro per tutti. L'esempio di questa società, volta soprattutto a fini religiosi e morali, avrebbe dovuto agire anche nel terreno politico, appunto in virtù del suo tipico comunismo solidaristico. La proprietà privata egli scrive è una delle primarie sorgenti dei mali temporali e spirituali che inon­dano la terra.
Un linguaggio assai più violento e appassionato, riecheggiante gli accesi entusiasmi della Rivoluzione, usa un agitatore unitario, Enrico Michele L'Aurora, presidente della società degli Emuli di Bruto.
Nell'opera All'Italia nelle tenebre l'Aurora porta la luce (Milano 1786) egli assegna a una religione nuova la funzione trasformatrice della società e insiste che la lotta anticlericale è il cardine della liberazione e dell'unificazione d'Italia. Non nega la proprietà privata, ma vuole limitarla per eguagliare le condizioni dei singoli. Su questa eguaglianza dovrà fondarsi il nuovo Stato italiano (la Repubblica Romana) e il patto sociale di tutte le Nazioni dell'Europa . Chiunque pretende che alla ricchezza o all'azzardo della nascita si devono accordare le distinzioni e lasciare l'autorità ed il merito, cotesti dev'essere punito come traditore della patria e prevaricatore della tran­quillità pubblica.
Anche Melchiorre Gioia affermava nel 1796 che era necessario restituire alle famiglie povere quella parte che loro tocca di diritto naturale e che è stata loro rapita da una specie di ladri che si chiamano nobili. Il Fantuzzi e l'Aba-monti lo ripetono. Vincenzo Russo nei suoi celebri Pensieri politici e Nicio Eritreo nella . Grammatica repubblicana (1798) vedono nell' Ineguaglianza tra gli uomini il male più grave dell'umanità, sorto col nascere della Proprietà. Con essi, anzi, si sposta l'interesse rivoluzionario dal piano spiccatamente mora­listico-religioso a quello politico sociale. La legge agraria è fatta oggetto di speciale trattazione. L'uomo insiste con chiarezza inconsueta e con ferma inten­zione rivoluzionaria il Russo dev'essere Ubero, indipendente.
Ma non c'è vera indipendenza senza proprietà, quindi occorre ridistribuire, livellare e vincolare la proprietà all'individuo che ne vive. Tuttavia il Russo si preoccupa ancora della libertà anarchica fondata sub"autonomia economica.
Invece Filippo Buonarroti, il teorico della Società degli Eguali di Babeuf, dimostra una preparazione politica assai maggiore. Nel suo progetto di Costitu­zione politica d'ogni repubblica italiana, egli dedica un paragrafo intero ai e princìpi fondamentali della sociabilità. Nell'art. 8 afferma che il popolo sovrano è padrone di tutti i beni e la proprietà aggiunge -è il diritto di godere i beni assegnati dalla legge. La concezione comunistica della Conspiration des Egaux (1828) che del resto è notissima risente troppo della tradizione rivoluzionaria europea per insistervi qui.
Stupisce moltissimo la freschezza e l'originalità di molte pagine del saggio e De l'Italie dans ses rapports avec la liberto et la civilisation moderne (1847) del toscano Andrea Luigi Mazzini, voce isolata nell'Italia pre-quarantottesca (sul quale è da vedere anche un bel saggio di A. Saitta). La libertà della nostra epOCa egU scrive la libertà della nuova democrazia vuole indipendentemente