Rassegna storica del Risorgimento
"ARCHIVIO (L') PUGLIESE DEL RISORGIMENTO ITALIANO"; PUGLIA ; GIO
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1947
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96
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96 Libri e periodici
la struttura economica e sociale dell* Italia. I moderati vedono maggior probabilità di successo confidando in un principe padrone di un esercito che nel popolo. I repubblicani dicono di non accettare il formalismo; ma combattono il comunismo, temono dichiararsi socialisti, propugnano il Vangelo, in una parola negano la rivoluzione, e vogliono la rivoluzione. Quindi entrambi sono immaturi ad operare nn vero rinnovamento sociale in Italia. Non c'è dunque in Italia un partito socialista. Ma il primo germe esiste, il popolo sente i suoi mali, e mormora nello scorgere il proprietario e il capitalista, oziando, godersi il frutto dei lavori del contadino e dell'operaio, mentre questi guadagnano a frusto a frusto la vita; il popolo più non accetta il suo stato, ma lo subisce. Questo primo sentimento di disgusto, per lo stato presente, che già comincia a palesarsi nel popolo, è il germe della futura rivoluzione italiana.
Nel Saggio sulla rivoluzione queste considerazioni tratte dall'esperienza viva del *48 cercano di assurgere ad esposizione di principi con pretese di compiutezza e organicità teorica. Non si può affermare ohe il Pisacane sia riuscito a dare la vera teoria della rivoluzione. Accanto a geniali spunti socialisti permangono ancora dottrine superatissime, e il linguaggio, se spesso è caustico e icastico, è ancora rozzo e incerto. Tuttavia è già nettissima e matura la polemica contro i miti borghesi della proprietà, della religione, della fratellanza. Ostacolo all'umana felicità la proprietà e il governo, e la fratellanza è l' unità d'interessi da raggiungersi con la riforma completa degli ordini sociali operata con la forza. Le rivoluzioni sono conseguenza delle condizioni, e relazioni degli uomini, e coniinciano a manifestarsi con l'idea quando già sono latenti nella società. Pur tra qualche contraddizione che sarebbe lungo indicare particolarmente i il Pisacane pone decisamente l'accento sull'importanza del fattore sociale e ha in qualche punto significative anticipazioni del rovesciamento della praxis marxista. La società è divisa in due classi; da una parte capitalisti e proprietà, dall'altra operai e fittameli. Del progresso capitalistico la vittima è stata l'operaio, poiché la sua miseria cresce al crescere della ricchezza sociale e del prodotto dell'industria. Il Pisacane attacca i liberi scambisti, poiché convalidano con le loro teorie l'assurdo che la ricchezza sociale si accresce ed il numero di coloro che la posseggono diminuisce. H risparmio egli afferma ovvero il capitale, conseguenza di un lavoro collettivo, non può essere che una proprietà collettiva. E anticipa un poco la concezione catastrofica del marxismo, sostenendo che l'uomo, per francarsi dalla tirannide che l'opprime, procede a salti; lo schiavo non ismaglia lentamente le catene, ma le spezza. Par di leggere la teoria sulle rivoluzioni del Plekonov!
In una società ove la sola fame costringe il maggior numero al lavoro, la libertà non esiste, la virtù è impossibile, il misfatto è inevitabile; la fame e l'ignoranza, sua conseguenza immediata, rendono la plebe sostegno di quelle medesime instiiuzioni, di quei pregiudizi da coi emerge la, loro miseria, rivolgono la spada del cittadino contro i cittadini medesimi a difesa di una tirannide che opprime tutti. E pone tra le leggi eterne ed incontrastabili, che debbono essere la base del patto sociale, il diritto di ogni individuo di godere di tutti ì mezzi materiali di cui dispone Io società, onde dar pieno sviluppo alle sue facoltà fisiche e morali , e ancora l'usufruttuaziono dell'uomo all'uomo abolita. La causa di tutti i mali è la proprietà: e dessa che bisogna abbattere.
Cosi, in un quadro unitario, il Pisacane esamina le vicende storiche dell'Italia, i fatti del *48, la questione religiosa* il problema femminile e tanti altri particolari argomenti. A concludere la sua meditazione egli che delle sue idee doveva farsi martire difensore pone il sigillo testamentario della formula squisitamente moderna e socialista: Libertà ed Associazione. GUIDO OUAZZA