Rassegna storica del Risorgimento

"ARCHIVIO (L') PUGLIESE DEL RISORGIMENTO ITALIANO"; PUGLIA ; GIO
anno <1947>   pagina <99>
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conto di quei fattori che, nella politica estera ed in quella interna, variamente condizionarono ed influenzarono l'azione del Governo sardo e della Corte di Roma. Ma alla base di tutto il decennio va postala politica ecclesiastica del periodo albertino, dominata dalla figura del Solaro della Margarita, la cui opera, culmi­nante nella Convenzione del 1841, verrà sistematicamente annullata dal Governo piemontese a partire dal 1849 attraverso un rivolgimento nei rapporti fra Stato e Chiesa, il cui atto supremo sono le Leggi Siccardi. Dalla reazione continua e sistematica alla politica ecclesiastica carloalbcrtina nasce, insomma, l'azione del ministero d'Azeglio, azione che va studiata in rapporto all'indirizzo prevalente­mente curialistico dato da Carlo Alberto alla politica ecclesiastica del suo Governo. Dal 1831 al 1847 l'intervento personale del Re aveva determinato le linee della politica ecclesiastica: quando non interferiva personalmente, Carlo Alberto devol­veva tutte le questioni al Ministro degli Esteri, che era il Solaro della Margarita, sottraendole al Ministero degli Interni, o dopo la Bua costituzione, alla Grande Cancelleria degli Affari ecclesiastici, di cui, il 26 settembre 1840, era stato nominato primo Uffiziale il Conte Giuseppe Siccardi. Da questo atteggiamento del Re nascerà il continuo contrasto tra il Barbaroux e il Solaro e quando nel 1840 il Barbaroux sarà licenziato tra l'Avet e il Solaro, il quale riuscirà, nel 1841, a stipulare quella Convenzione tra S. Sede e Regno di Sardegna che regolerà i rapporti fra Chiesa e Stato in Piemonte sino al 1850. *) Ma con la promulgazione dello Statuto albertino era apparsa chiara la necessità di una revisione di alcuni punti della Convenzione 1841: l'art. 24 e l'art. 71 della Carta statutaria sembra­vano opporsi alla sussistenza di ogni privilegio ecclesiastico; sviluppando i punti contenuti nella nota Avet del novembre 1847, lo Sclopis appena chiamato a capo del Ministero di Grazia e Giustizia inviava a Roma (4 maggio 1848) un memorandum nel quale sosteneva che l'esistenza di una giurisdizione privilegiata per una classe di cittadini, indipendenti dal supremo potere dello Stato non potevate conciliarsi a niun patto colle disposizioni del nostro Statuto fondamentale e che qualunque menoma parte di quel privilegio troverebbe un ostacolo nello Statuto, sarebbe immancabilmente cagione di vive istanze ed opposizioni nel seno del Parlamento... 2). Da questa data ha inizio la lotta tra Chiesa e Stato in Piemonte, una lotta che sordamente covava dal 1742 (allorché un Breve Pon­tificio di Benedetto XIV aveva stabilito l'assoluta incompetenza dei tribunali civili nel giudicare gli ecclesiastici) e che aveva assunto aspetti di qualche gravità anche nel periodo albertino: si pensi al contrasto sorto fra il Re e il Fransoni a proposito dell'arresto del famoso frate Marengo, arresto che aveva provocato da parte del Fransoni una lettera carica di recriminazioni contro la condotta recente e passata della magistratura del Regno la quale continuamente violava le preci­sazioni contenute in quel Breve. Con la promulgazione dello Statuto, con le que­stioni Fransoni, Artico e Aporti le relazioni tra Regno di Sardegna e Chiesa di Roma si fanno sempre più gravi: ecco le trattative intavolate dal Pareto, ecco la contronota del Card. Soglia nella quale questi afferma che mai la S. Sede avrebbe presentito di dover allargare le concessioni già fatte alla Casa di Savoia sia nella nota Istruzione benedettina, sia nella Convenzione del 1841, ecco il famoso controprogetto Antonelli inviato il 22 ottobre 1848 dalla Corte Pontificia in risposta
1) Su questa convenzione rimane fondamentale lo studio di VALERIA. NAY-MILLEB pubblicato sul Risorgimento italiano, voi. XXIV, dicembre 1931 (Un epi­sodio della politica ecclesiastica di Carlo Alberto; La Convenzione del 1841 sulla immunità personale del Clero).
2) Cfr. P, C. Boccio, La Chiesa e lo Stato in Piemonte, 2 voli., Torino 1854, e T. CHIUSO, La Chiesa in Piemonte dal 1797 ai giorni nostri, 3 voli., Torino 1889.