Rassegna storica del Risorgimento
"ARCHIVIO (L') PUGLIESE DEL RISORGIMENTO ITALIANO"; PUGLIA ; GIO
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1947
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100
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100 Libri e periodici
al progotto di Concordato che una commissione, costituita dai senatori Manna e Stara e presieduta dal Pinelli, aveva elaborato a Torino nell'estate del 1848. Quel controprogetto fu respinto dal Governo piemontese perchè come dirà il Siccardi nel suo discorso al Senato del 5 aprile 1850 quello che ci veniva concesso età assolutamente insufficiente per noi; quello che ci veniva chiesto rendeva impossibile la conclusione di qualsiasi Concordato (Att. Pari. Sub., Disc Senato Sess. 1850, p. 150).
I documenti del Pirri, se non rivelano nulla di particolare su questo periodo* gettano però una luce nuova sulle missioni Balbo e Siccardi, che l'insigne storico studia con acume nella sua interessante introduzione. Sinoxa, infatti, su queste due importanti missioni più decisive, dal punto di vista della politica ecclesiastica, della stessa missione Rosmini, che avrebbe dovuto, secondo gli intenti dell'abate trentino, porre in secondo piano ogni rivendicazione di carattere giuridico per stringere col Pontefice un leale Concordato, primo passo per una futura intesa politica non esistevano altri documenti se non quelli pubblicati dal Bianchi ne La politica di Massimo d'Azeglio e nella Storia della diplomazìa europea, oltre ai dispacci editi da Bozzola e Buttini ne H Risorgimento italiano N. S. XIII (1920), XIV (1921), basilari sì ma non esaurienti. Quanto alla missione Balbo, ad esempio, ben poco si sapeva sulle trattative intavolate dal Balbo nei riguardi della questione Aporti, a risolvere la quale era stato precedentemente incaricato il Deferrari: ora il Pirri pubblica, fra l'altro, una lettera di Cesare Balbo a Massimo d'Azeglio (3 luglio 1849, p. 23), nella quale abbiamo un fedele resoconto di un colloquio avuto dal Balbo il giorno precedente, nel corso del quale Pio IX si era mostrato risolutissimo ad ostacolare la nomina dell'Aporti ad Arcivescovo di Genova. Sulla missione Siccardi il Pirri pubblica due lettere dell'Antonucci, Nunzio Apostolico a Torino, al cardinale Antonelli nelle quali il conte viene presentato come uomo religioso ed in politica moderato ed appartenente perciò al partito dei conservatori ed una interessante lettera di Pio IX a Vittorio Emanuele II. Come è noto permangono ancora molti punti oscuri sulla missione Siccardi: questi, incaricato di trattare le due questioni relative al Foro ecclesiastico ed alla sostituzione di mons. Artico e di mons. Franaoni, fu accusato dalla Corte di Roma, e particolarmente da mons. Caterini, di aver trattato soltanto la seconda poiché quella doveva necessariamente esser risolta con il consenso della S. Sede mentre invece, per l'altra, si trattava soltanto di vedere se si doveva decidere con loro o contro di loro. H Pirri ha evidentemente ragione quando sostiene che, per quanto nelle lettere credenziali con cui veniva accreditato, tra gli altri motivi della sua missione si accennasse anche al Concordato, egli di fatto sul Concordato non iniziò alcuna trattativa. Il Siccardi, accusato ripetutamente di aver trascurato la soluzione del problema relativo al Concordato, in un discorso pronunciato al Senato nel corso del dibattito sulle leggi da lui presentate, noterà che subordinatamente ed accessoriamente a quel primo oggetto, siccome recavano le istruzioni e solo nel caso di favorevoli disposizioni e di soddisfacente scioglimento della prima vertenza, egli e era incaricato di ripigliare le trattative intorno alla giurisdizione.... Ma, giustamente fu notato (Bozzola e Buttini), così recavano veramente le istruzioni del Siccardi oppure il Guardasigilli presentava la sua missione sotto questa forma allo scopo di prevenire e di vincere l'opposizione che si temeva di incontrare in Senato poiché dopo l'affermazione ufficiale o pubblica dell*Antonelli che il Siccardi ninna trattativa aveva intrapreso su questo pareva a molti che il Governo non avesse esaurito tutte le possibilità di intesa con la S. Sede?... , Purtroppo neppure i documenti del Pirri ci permettono di chiarire questo punto oscuro dal momento che nessun dispaccio fu mai scritto dal Siccardi per chiedere più precise delucidazioni al suo Governo.