Rassegna storica del Risorgimento
"ARCHIVIO (L') PUGLIESE DEL RISORGIMENTO ITALIANO"; PUGLIA ; GIO
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1947
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pagina
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103
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Libri e periodici 103
1 arresto del Fransoni sarebbe stato un atto arbitrario ed impolitico. Più tardi, tornato a Torino, l'Azeglio mutò il suo atteggiamento e finì per approvare pienamente la condanna del Fransoni tanto che, il 13 agosto, scrivendo alPAbercromby notava: La verità è questa: era un'azione preordinata. Una corrispondenza, caduta nelle mani della polizia, lo prova chiaramente. Se voi sapeste chi si trova in mezzo a tutto ciòl E impossibile che ve lo scriva ma ne parleremo insieme...,1) e il 17 agosto, in una lettera al Pralormo, più. esplicitamente dichiarava: Le nostre diffidenze non hanno tardato ad essere giustificate: noi siamo in possesso delle prove attestanti che mons. Fransoni cospirava contro il Governo del Re. Conosciuto ciò, era dovere dei Ministri di provvedere, come misura d'ordine pubblico, per l'arresto del Fransoni .2) Avevano un fondamento nella realtà tali accuse dell'Azeglio o erano un buon pretesto per giustificare una condanna che doveva apparire arbitraria, poiché, come nota il Boggio stesso, a termini della ragione naturale, e dei vari principi regolatori fra i due poteri non è dubbio che l'Arcivescovo fosse pienamente in diritto nel non voler concedere i Sacramenti all'infermo? Noi, per quanto ben lontani dal dare un definitivo giudizio, riteniamo che il carteggio segreto al quale allude l'Azeglio non sia mai esistito.
Ma se ancora molti punti rimangono oscuri nonostante la ricca messe di documenti pubblicati dal Pieri, questi proiettano una luce intensa su questioni sinora lasciate in ombra (missione Pinelli, missione de Sambuy, legge sul matrimonio civile e sui conventi, tentativi di accordo tra le due parti, progetti di mediazione, ecc.), mentre aprono tutta una strada nuova per il riesame della politica ecclesiastica subalpina nel decennio di preparazione; il futuro storico che vorrà studiare, con serenità di giudizio, i rapporti fra Stato e Chiesa in questi anni troverà nel volume di Padre Pirri una miniera di notizie e di precisazioni, una vera guida per orientarsi in un mare così infido.
Quanto alla introduzione che di per se è un compiuto saggio avremmo voluto un breve riesame della politica ecclesiastica cario alb erti uà ed uno sguardo, sia pure panoramico, sui dibattiti parlamentari. Nei riguardi della bibliografia premessa al bel volume vogliamo precisare che l'opera La politica ecclesiastica di Vittorio Emanuele II di G. della Porta, citata dal Pirri, non esiste (a noi almeno non è stato possibile rintracciarla in nessuna biblioteca): esiste, al contrario, uno studio dello stesso autore su La politica ecclesiastica di Vittorio Amedeo IIy Casale 1914.
Ci auguriamo che l'opera del Pirri vera pietra miliare della storiografia di questi anni possa presto venir completata dagli altri volumi che l'insigne stu-dioso ci promette. GITANO MARIANI
FELICE ORSINI, Memorie politiche scritte da lui medesimo e dedicate alla gioventù italiana con introduzione e note di A. M. GHISALBEIWI; Roma, Capriotti, 1946, in 8', pp. 412, tav. 6. L. 350.
Tra i documenti del nostro Risorgimento, che vanno riapparendo in nuove edizioni in questo dopoguerra così poco propizio per gli studi severi, non v'ha dubbio che uno dei più interessanti e dei più rispondenti all'odierna atmosfera drammatica ci è offerto dalle Memorie polìtiche di Felice Orsini, curate da Alberto Ghisalberti per la prima volta sul testo autografo in una bella edizione pei tipi
i) BIANCHI, La polìtica di Massimo d'Azeglio, p. 129. 2) BIANCHI, Storia della diplomazia, voi. VI, p. 374.