Rassegna storica del Risorgimento

"ARCHIVIO (L') PUGLIESE DEL RISORGIMENTO ITALIANO"; PUGLIA ; GIO
anno <1947>   pagina <142>
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Vita dell'Istituto
Art. 5. - L'ammissione all'Istituto deve essere approvata dalla Giunta sia per i soci ordinari che per i soci vitalizi. Ogni socio è tenuto a pagare L. 200 al­l'anno. L'obbligo è triennale. Il socio che non abbia disdetto l'associazione almeno tre mesi prima del compimento del triennio s'intende riconfermato per il triennio successivo e cosi di seguito di triennio in triennio. Sono ammessi tra i soci anche enti pubblici e privati i quali saranno rappresentati da un delegato. Essi pagheran­no una quota di L. 250 all'anno. Sono soci vitalizi coloro che versano una volta tanto L. 1000 se persone singole* L. 1500 se enti, con diritto a quattro volumi pubblicati in passato dall'Istituto e a tutte le pubblicazioni dal momento della iscrizione in poi. I soci vitalizi che versino L. 2000 (enti L. 2500) hanno diritto a tutte le pubblicazioni fatte nel passato dall'Istituto e a tutte le altre dal momento dell'iscrizione in poi. Il Presidente, udito il parere della Consulta, può conferire il titolo di socio onorario a coloro che abbiano in modo eminente cooperato ai fini sociali. Ogni socio ha diritto alla Rassegna.
Art. 6.-Il Presidente dell'Istituto convocherà almeno due volte all'anno la Consulta. Spetta al Presidente di convocare una volta all'anno a congresso i soci nella data e nel luogo da lui determinati, comunicando tempestivamente 1 ordine del giorno dei lavori. Il congresso si eleggerà un presidente. Al congresso sarà sottoposto il bilancio annuale dell'Istituto e sarà data relazione sull'andamento generale dell' Istituto stesso. Le deliberazioni sono valide quando sono approvate dalla maggioranza dei presenti.
Art. 7. -1 fondi formati dalle contribuzioni dei soci vitalizi, da donazioni e lasciti all' Istituto devono essere versati alla Presidenza e costituire un fondo intangibile fino al raggiungimento della somma di L. 500.000. I fondi costituiti da contributi dei soci saranno versati alla Presidenza. Il Presidente, udita la Con­sulta, determinerà eventualmente un contributo straordinario da assegnare ai Comitati locali.
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BOLOGNA. Concorda con i principi generali enunciati dal Commissario per ciò che concerne la riforma dello statuto dell'Ente, soprattutto circa l'opportu­nità di mantenere l'Istituto nella linea di una decisa apoliticità o, per usare una parola assai brutta ma entrata nell'uso, apartiticità, essendo impossibile prescin­dere dalla politica in quanto categoria in sede di trattazione storica. Per ciò che concerne l'autonomia locale, essa è ottima cosa anche per enti come il nostro, ma si ritiene opportuno non esagerare, col pericolo di perdere il vantaggio della coordi­nazione al centro e di frammentare le iniziative della periferia. Sembra conveniente lasciare che i comitati alla periferia lavorino secondo iniziative proprie (e a tal fine si proporrebbe di lasciare alle casse locali il 25 delle quote sociali), ma non si pensa mìnimamente di rinunciare a un impulso che venga dal centro in quanto valuti dall'alto il complesso dei bisogni e delle attività.
W. *
CUNEO. ~ Opinione prevalente è che il nuovo statuto abbia ad essere discusso ed approvato dai rappresentanti dei comitati locali, contrariamente a quanto si ritiene in altri comitati, ove si preferisce attendere lo statuto nuovo per deliberare poi l'adesione e formare i consigli. Al Comitato di Cuneo questo non pare logico, perchè poi sorgerebbe la discussione sulla legittimità di uno statuto sociale che non fosse stato discusso e approvato da una rappresentanza valida dei soci