Rassegna storica del Risorgimento
"ARCHIVIO (L') PUGLIESE DEL RISORGIMENTO ITALIANO"; PUGLIA ; GIO
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1947
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143
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Vita dell'Istituto
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TERAMO. 1) Un adeguato contributo da parte di Enti al funzionamento dei Comitati, la cui autonomia non potrebbe essere esercitata senza mezzi adegnati. I contributi dovrebbero essere iscritti nei bilanci dei sìngoli Enti. 2) La concessione ai Comitati di qualche pagina* in appendice, della Rassegna come bollettino locale, da riprodursi in estratti previo contributo da parte di ciascun Comitato. 3) Partecipazione, a mezzo di propri delegati, alle Commissioni comunali per la toponomastica stradale. 4) Collaborazione con gli Archivi di Stato e con le Deputazioni di Storia Patria delle rispettive città. 5) Istituzione di piccole scuole di Storia del Risorgimento, con riferimento alla storia di ciascuna provincia, annesse di concerto coi Ministri competenti agli Archivi di Stato e ai Licei-Ginnasi. 6) Partecipazione di diritto dei Provveditori agli Studi e, come aggregati degli insegnanti di storia dei Licei classici. 7) Afférmazione della più assoluta apoliticità e indipendenza dai partili. 8) Denominazione di Istituti provinciali invece di Comitati per evitare confusioni con altri Comitati locali. 9) La partecipazione dei rappresentanti della periferia alla direzione dell'Istituto e della Rassegna dovrebbe essere determinata in relazione alla anzianità di iscrizione di ciascun rappresentante e alle prove date di interessamento all'Istituto.
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TORINO. Per conservare la scientificità all' Istituto e impedire la speculazione politica, appar necessario statuire per legge che ogni comitato deve essere retto da un consiglio direttivo formato in parte da membri eletti dai soci (per esempio tre nei comitati sotto i 50 soci, 4 in anelli sotto i 100,5 in quelli sotto i 150, ecc.) e in parte da membri di diritto (sino a un totale complessivo minimo di 7 membri e massimo di 13) in quanto soci compresi nelle seguenti categorie: a) professori ordinari di storia del Risorgimento; b) direttori di Musei del Risorgimento; e) ordinari o incaricati di Storia moderna o generale, o incaricati di Storia del Risorgimento; d) liberi docenti di Storia moderna o di Storia del Risorgimento; presidenti di Deputazioni di Storia Patria o di loro sezioni; e) soprintendenti archivistici o bibliografici; provveditori agli studi;/) direttori di archivi di Stato; assessori alla istruzione; direttori di biblioteche pubbliche; g) presidi di Licei-ginnasi governativi. Il Consiglio direttivo eleggerebbe nel proprio seno un presidente. Analogamente potrebbe statuirsi per il consiglio direttivo dell' Istituto, che sarebbe formato dai Presidenti dei Comitati con almeno 100 soci, dai rappresentanti dei Ministeri interessati, e da due o tre rappresentanti inviati per elezione dai Comitati inferiori ai 100 soci. Inoltre l'Istituto dovrebbe avere carattere di ente governativo, come gli altri tre Istituti storici nazionali, e quindi, il suo ordinamento dovrebbe essere stabilito per legge, le quote dei soci dovrebbero avere il significato di abbonamento per consentire il beneficio della franchigia postale, dell'assistenza della avvocatura dello Stato, di funzionari comandati; il Presidente dell' Istituto eletto dal Consiglio direttivo dovrebbe avere la ratifica da parte del Ministero. Ad evitare doppioni all' Istituto dovrebbe essere affidata l'età contemporanea, tolta allo Istituto storico Italiano per l'età moderna e contemporanea.
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TREVISO. - Si limita ad approvare i punti indicati dal Commissario straordinario per l'Istituto.