Rassegna storica del Risorgimento

LEGISLAZIONE ; SICCARDI GIUSEPPE
anno <1947>   pagina <148>
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Gaetano Mariani
sollecitazioni. L'amico Pantaleoni lo incoraggiava da Roma col ricordo di Washington la cui più. bella azione era stata quella di sciogliere l'Assemblea demagogica che non voleva ratificare il trattato di pace fatto con l'Inghilterra... e lo incitava: sii il Washington dell'Italia e salva il Paese.... In un'altra, poi, soggiungeva: se gli altri adope­rano le invasioni, i colpi di stato per spegnere la libertà è meglio che tu adoperi uno di questi mezzi per salvarla.... *) E Lo Statuto di Firenze lo incoraggiava attraverso gli articoli dell'amico Galeotti a non esitare più. e a stroncare quell'opposizione che non aveva un concetto vero di quello che vuole e di quello che pensa; il nobile giornale toscano non mancava poi di far presente monito ed incitamento all'Azeglio che il Ministero sardo è responsabile delle opere sue dirimpetto a tutta Italia non meno che dirimpetto al Piemonte... .2)
Il dissidio fu composto: l'uomo di governo senti che la Patria era in pericolo e non esitò a consigliare al suo Re quel proclama che come ebbe a dire TITIÌ dopo Cavour 3) salvò il Paese. Il proclama di Monca-lieri fu la prova del fuoco della politica azegliana e rappresentò, nel medesimo tempo, un atto di fiducia del Re e del suo ministro nella volontà popolare. Col proclama di Moncalieri l'Azeglio attuava prati­camente, per la prima volta, le sue convinzioni politiche: egli sapeva che per governare non avrebbe potuto fare a meno della cooperazione del popolo; l'opinione della maggiorità era la unica base di quei Governi che non volessero essere travolti dalla burrasca imminente: *) occorreva all'Azeglio sapere se il popolo era con lui, condii suo Re, con la sua politica, che era la politica del Governo. Quando il popolo piemontese avesse dato all'Azeglio questa prova di fiducia mandando alla Camera uomini moderati, allora soltanto egli avrebbe potuto continuare a gover­nare il Paese. Con quel proclama l'Azeglio chiamò il popolo a partecipare alla sua politica ed il popolo rispose all'appello: la prova era superata.
Sotto questo punto di vista dobbiamo studiare e intendere il procla­ma di Moncalieri, che è la base sulla quale si eleverà l'edificio della politica azegliana e, soprattutto, quella parte che a noi particolarmente interessa:
') G. FALDELLA, Carteggio Pantaleoni-D*Azeglio, Torino, 1888, pp. 209-214.
2) Cr. Lo Statuto, luglio, agosto, settembre 1849.
3) Cavour, il 25 luglio 1849, scrivendo a Giovanni Brezzi, aveva esattamente definito la situazione: ma seule espcrance est ciane la sagessc de nos adversaires. Si elle est deoue, le pays devra clioisir entro la honte d'uno seconde edition du Miniatóre Battezzi ou un coup d'état... , P. MA ITER, Cavour et Punite" italionne; Parigi, 1927, voi.. II, p. 125.
*) G. PALADINO, Lettere di M. d'Azeglio a Guglielmo Ludolf, in Rassegna Storica del Risorgimento, anno VI (1919), fase. IL