Rassegna storica del Risorgimento

LEGISLAZIONE ; SICCARDI GIUSEPPE
anno <1947>   pagina <149>
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Note per uno studio, ecc. 149
la politica ecclesiastica. Fu proprio per quella sua ferma fiducia nel popolo, per quella convinzione tenace che esso non l'avrebbe abbandonato che 1 Azeglio potè, nel momento più critico del suo Governo, isolato all'estero, fidando soltanto nella Camera, fu proprio per tale fede che egli osò pro­porre al Piemonte quelle leggi che avrebbero potuto essere la tomba delle istituzioni costituzionali subalpine e ne segnarono invece l'apoteosi.
Ma il proclama di Moncalieri, in molti ambienti, non fu salutato con disinteressato entusiasmo: i reazionari trassero un sospiro di sollievo quando le nuove elezioni dettero una maggioranza moderata e nella nuova Camera subalpina l'opposizione democratica fu posta in netta minoranza. Per molto tempo essi avevano atteso questo momento: il veder ogni giorno la Sinistra rafforzarsi nel Paese e nella Camera li aveva messi in seria preoccupazione; il proclama di Moncalieri e soprattutto i risultati pra­tici di quel proclama avevano donato loro una grande serenità: se non altro era almeno per il momento scongiurato il pericolo di qualsiasi innovazione poiché ad essi sembrava che il He avesse voluto intervenire di­rettamente e personalmente nella vita politica del Paese rivolgendo al po­polo quell'appello, sintomo non dubbio di un ritorno albuon tempo antico.
Ora all'Azeglio si presentava un compito non facile: occorreva dimostrare che la Sinistra era stata sconfìtta e non rappresentava più la maggioranza, ma occorreva anche dimostrare che si illudevano pro­fondamente coloro che speravano di elevare sulle ceneri della Sinistra l'edificio della reazione. Era necessario, insomma, precisare la fisiono­mia del proclama di Moncalieri e dimostrare che la nuova Camera era moderata ma non reazionaria. Il ministero doveva precisare i termini della sua politica: la Sinistra era un pericolo, ma la reazione era un peri­colo non meno grave. Né Valerio, né S. E*. Della Margarita, e soprat­tutto governi leali che facciano quel che dicono e qualche volta dicano anche ciò che vogliono fare. Ma finché si vorrà far passare la voglia di Mazzini col Card. Bella Genga, si otterrà il bel risultato di dar la spinta al pendolo delle rivoluzioni invece di ricondurlo alla verticale... .*)
Erano qui le linee del suo pensiero, che non era facile far intendere a chi non voleva. H Governo non vuole né reazione né anarchia , l'unica forza era nel partito moderato, ed esso solo avrebbe potuto salvare quel po' di Statuto che c'è rimasto. La lotta era dunque aperta: contro la reazione da un lato, contro l'estremismo dall'altro: l'Italia guardava.
U proclama di Moncalieri non aveva interamente come ben si intuisce sbaragliato i democratici: esso aveva dato loro un forte
i) PALADINO, op. cit., p. 366.