Rassegna storica del Risorgimento
LEGISLAZIONE ; SICCARDI GIUSEPPE
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1947
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Gaetano Mariani
colpo soprattutto perchè aveva dimostrato che il popolo era dall'altra parte e che tutti i teutativi da loro compiuti per lunghi anni erano restati senza eco tra le popolazioni piemontesi. L'isolamento in cui il partito estremista venne a trovarsi in mezzo al popolo fu la conseguenza prima del proclama nei riguardi della Sinistra. Questa, però, non disarmava; l'unico campo che le rimaneva per combattere il ministero era quello delle riforme: il Governo non poteva arrestarsi; il controllo e l'opposizione della sinistra erano spietati; se essa fosse riuscita a dimostrare alla popolazione che i principi dello Statuto erano rimasti lettera morta e che il ministero si era servito del proclama di Mon calieri per portare alla Camera le sue conventicole parlamentari profittando della buona fede del popolo, allora davvero la rivincita del partito estremo sarebbe stata piena e completa.
Nel quadro di questa drammatica lotta vanno poste le leggi Sic-cardi come atto di governo dettato, o almeno sollecitato, dalla particolare situazione in cui, ad un certo punto, il ministero d'Azeglio venne a trovarsi nei riguardi della Sinistra che aveva una sola meta: porre il Gabinetto in uno stato di disagio nei confronti del popolo e costringerlo alle dimissioni. Che cosa avrebbero significato le dimissioni di Massimo d'Azeglio in quel momento è facile intuire. Basta, d'altra parte, scorrere anche sommariamente i giornali di sinistra per rendersi conto delle richieste continue, assillanti che questa rivolge al Governo seguendone le mosse con estrèma accortezza; segnalandone al popolo persino le intenzioni, chiedendo sopra tutte le altre e prima di tutte le altrele riforme ecclesiastiche.
Alla Camera, intanto, non mancavano vivaci interpellanze su questa stessa questione: al termine della seconda sessione della terza legislatura si era accesa una violenta polemica sulla questione inerente ai Vescovi di Torino e di Asti avendo il Siotto Pintor richiamata l'attenzione del ministero sulla condizione in cui si trovavano le due Diocesi prive dei propri Pastori. *) H Brofierio aveva, da parte sua, richiesta la nomina immediata di una Commissione con l'incarico di investigare il modo più opportuno e più legale per mettere riparo alla deplorabile vacanza delle Diocesi di Torino e di Asti. Il Guardasigilli De Margherita si rifiutò di presentare alla Commissione gli atti processuali riguardanti i due Vescovi, e quella irritata dal rifiuto si dimise ed incaricò il
*) Infatti a complicare * rapporti., ti 1 Regno subalpino e la Chiesa in quel torbido periodo era intervenuta la.questiono relativa agli Arcivescovi di Torino e di Asti, Mona. Fransoni e Mone. Artico, i quali costretti ad allontanarsi dalle rispettive Diocesi, A primo per l'avversione dimostrata noi riguardi delle istituzioni liberali nei giorni dello Statuto, l'altro per infamanti accuse rivoltegli dalla popolazione (accuse che poi si dimostrarono del tutto infondate) avevano dovuto abbandonare le loro sedi ed ancora non avevano potuto farvi ritorno.