Rassegna storica del Risorgimento
LEGISLAZIONE ; SICCARDI GIUSEPPE
anno
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1947
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pagina
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153
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Note per uno studio, ecc. ' 153
era stato violato dal momento stesso in cui era stato inserito nello Statuto e chiedeva formalmente al Governo di porre mano a quelle riforme tante volte promesse. Pochi giorni dopo La Gazzetta del popolo in un articolo 2) che è evidentemente del Brofferio stesso, perchè i termini sono quelli medesimi usati nel citato discorso tornava a ricordare che esisteva lo Statuto, che nello Statuto era contemplato un articolo il quale implicava l'abolizione del Foro ecclesiastico, articolo rimasto sino allora lettera morta.
E opportuno ricordare che a detta del Bersezio 2> fra tutti i giornali esistenti uno solo aveva diffusione per tutto il Piemonte, era penetrato nel più lontano villaggio, recava all'intelligenza del bottegaio, del lavoratore, del piccolo proprietario, nei paesucoli del contadino stesso, il verbo politico del momento... : questo giornale era appunto La Gazzetta del popolo. Ai fini della Sinistra l'opera svolta da questo quotidiano fu veramente preziosa: vasti strati sociali furono guadagnati attraverso la stampa e la più. accesa propaganda alla tesi dei democratici.
Si pensi alla situazione dell'Azeglio:3) da una parte la Sinistra con le sue continue, incessanti richieste, dall'altra tutta quella massa di cittadini che vedeva nella concessione di quelle riforme il primo passo verso l'abdicazione del Governo e il conseguente trionfo degli estremisti. Nella Camera stessa esisteva, d'altronde, una non esigua schiera di deputati, tenaci conservatori del vecchio ordine di cose, uomini che in un primo tempo avevano anche approvato lo Statuto, ma che ora non potevano pensare neppur lontanamente all'abolizione di certe immunità ecclesiastiche ormai per antica e sacra tradizione connaturate alla legislazione piemontese. Anch'essi costituiscono una. forza nell'interno del Paese e la discussione delle leggi Siccardi alle due Camere lo proverà chiaramente: non rappresentano, forse, costoro, l'epoca alber-tina, queWancien regime che nella loro anima di eredi di un sacrosanto
i) Gazzetta del popolo, 1850 n. 21.
2) BERSEZIO, II Regno di Vittorio Emanuele II. Trenta anni di vita italiana, Milano 1878, voi. V, pp. 27-28.
13) U 15 marzo, infatti, il Siccardi scrivendo ad Augusto di Collobi ano noterà fra l'altro: ... quando il Governo non si fosse risoluto ad iniziare francamente tale riforma, l'iniziativa sarebbe stata presa contro di lui... (cfr. STEFANO DE SIMONE, Tre lettere inedite del Siccardi, in II Risorgimento italiano, voi. XVIII, fase. II, aprile-giugno 1925) e nel '55 l'Azeglio scriverà: Operando il Ministero altrimenti, die cosa sarebbe avvenuto? L'opposizione si faceva essa iniziatrice della proposta e, non solo la maggioranza, ma l'intero Paese l'avrebbe seguita... Noi ci trovammo nel bivio: o di mettere il paese nella via delle riforme ordinarie ovvero di gettare Re e Paese in una dolorosa sequela di disordine... {Il Governo di Piemonte e la Corte di Roma, in BIANCHI, La politica ecc., p. 227, 228).