Rassegna storica del Risorgimento

LEGISLAZIONE ; SICCARDI GIUSEPPE
anno <1947>   pagina <154>
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154 jgoeiano Mariani
patrimonio si colora a volte di una struggente nostalgia ? Anche di questi uomini bisognava tener conto e non sottovalutare il significato della loro opposizione, un'opposizione che sarà soprattutto di carattere morale e non strettamente politico, ma non per questo meno tenace e ricca di echi in mezzo a tutti coloro che erano stati i protagonisti di quel periodo ormai cosi lontano.
Tra gli oppositori delle leggi Siccardi nel corso della discussione alle due Camere alcuni pronunceranno discorsi di una elevatezza e di una nobiltà veramente eccezionali: si pensi al discorso del Balbo letto dallo Spinola, a quello del di Revel, il quale accoratamente confessava che due motivi Io spingevano ad avversare le leggi: un sentimento di coscienza di cui non debbo render conto a nessuno, altro ohe a Dio solo ed a me stesso, ed un sentimento di ragione politica.... *)
In molti di questi uomini le convinzioni politiche contrastavano amaramente con quelle religiose: vi furono alcuni che come il Bal­bo non esitarono ad affrontare l'impopolarità pur di difendere quello che essi consideravano il sacro patrimonio della loro coscienza. Non è facile orientarsi dinanzi a tali figure: non si può giudicare e condannare con troppa facilità: bisogna prima cercar di comprendere il dissidio che agitava queste anime, un dissidio comune ad uomini grandi e me­diocri: alcuni, come Roberto d'Azeglio, riuscirono a comporlo; altri non seppero farlo. Il loro è un po' il dramma di tutti i cattolici in quel perio­do grave di eventi: dileguatosi il bel sogno neoguelfo che aveva dato ali alla fantasia ed agli spiriti degli uomini migliori, il contrasto tra Stato e Chiesa problema che aveva travagliato anche la grande anima di Antonio Rosmini, il quale ne aveva vagheggiata una soluzione radicale inquadrandola nell'ambito di ben più vasti ideali si era precisato in Piemonte in tutta la sua tragica realtà.
Studiando le varie fasi della discussione di cui furono oggetto le leggi Siccardi alle due Camere non basta, soffermarsi sui grandi discorsi di Cavour e di Siccardi: bisogna anche indugiare dinanzi alle parole pronunciate da quegli uomini che troppo facilmente vengono definiti come reazionari puri: in quelle schiere erano, si, coloro che, difendendo la Chiesa, combattevano esclusivamente in nome di privilegi personali ormai per sempre destinati a tramontare, ma v'era anche chi lottava per una idea in cui fermamente credeva: il Balbo è il rappresentante pia notevole di questo ultimo gruppo.
i) Alti Parlamento subalpino (Sessióne 1850), Discorsi della Camera dei Deputati, 1 voi., Torino, 1863, pp. 883.