Rassegna storica del Risorgimento
LEGISLAZIONE ; SICCARDI GIUSEPPE
anno
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1947
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Gaetano Mariani
non avrebbe tardato a ricader nelle braccia dei rossi, ma questa volta in maniera definitiva si da giustificare un intervento armato delle potenze europee, intervento sollecitato in maniera opportuna dallo Schwarzenberg, che non avrebbe mancato di far presente come quel piccolo Stato, covo della demagogia, rappresentasse un contìnuo pericolo per i paesi circostanti. La prima occasione era venuta meno: le elezioni avevano dato la maggioranza al partito conservatore: si rara verificato proprio il contrario di quel ebe aveva sperato l'Austria. La questione ecclesiastica veniva dunque a proposito: *) lo Schwarzenberg, astuto ed intelligente, se ne rendeva ben conto. Non era difficile per l'Imperatore d'Austria ergersi a difensore della Chiesa e dei suoi diritti e prender pretesto da tale difesa per intervenire negli affari del Regno di Sardegna. L'opposizione di Sinistra non comprendeva tutto ciò e lavorava alacremente a crear imbarazzi al Governo proprio nel momento più. delicato: e difficile. L'Azeglio lo ripeteva: il suo timore più grande non erano i rossi, ma l'Austria, che essi gli tiravano addosso con la loro stolta politica.
Le ultime speranze del ministero erano riposte nella missione Balbo, l'estremo tentativo compiuto dal Presidente per addivenire ad un accordo che evitasse una rottura aperta tra Chiesa e Regno di Sardegna. Anche questa missione, purtroppo, fallì 2) e con il suo fallimento tramontarono le ultime possibilità di una intesa cordiale tra le due parti. Certo è che l'Azeglio, con la missione Balbo, aveva puntato troppo lontano: egli mirava, in fondo, per mezzo di essa a convincere il Pontefice ad accettare le istituzioni liberali pure nei suoi Stati, il che avrebbe evidentemente permesso al Piemonte di risolvere con maggior facilità la questione sardoromana. D'altra parte, come nota il Santangelo, la missione Balbo aveva anche lo scopo di togliere il Piemonte da quell'isolamento in cui si trovava tra gli altri Stati italiani, 3)
Gli animi intanto si accendevano sempre più: ad un certo punto il problema ecclesiastico si spostò nettamente in un campo politico assai pericoloso perchè i fautori delle riforme cominciarono a chiedere
') L'Azeglio vedeva assai bene la questione quando, scrivendo all'Aber-xomby, Ministro ri' rughi 1 terra a Torino, notava: Du reste, pour moi les ternies de tonte cette queation soni que le Piémont constitutionncl et tranquille constarne un caa niortcl pour l'Autriche; qu*elle doit, par conséquent, nous désOrga-niser, coùtc quo coùtc: que les démelég actuels lui servent de preteste et d'arme contre nous (BIANCHI, La politica, p. 219).
2) Sulla missione Balbo e sulle sue vicende cr. Bozzo LA - BUTTINI e Pumi, opp. cit.
') Anche il Pantaleoni, scrivendo all'Azeglio, lo esortava a riguadagnare i diversi stati italiani e legarli al Piemonte... (ir. G. FALDELLA, ap. cit., p. 250.