Rassegna storica del Risorgimento

MARIA CAROLINA REGINA DI NAPOLI
anno <1914>   pagina <341>
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ha anche evitato di non ìip completa giustisia agli uomini avvera al WO ideale,- ciò che. ,< segno. M aquisitezz* d'animo,: àf; largherà. P idee e di concezione, e dimostru. molta? quanto profonda conoscenza eU :abbia della letteratura degli .argomenti trattati. Conoscenza, vasti* profonda degli amàfcfci critici intorno alla nostra recente storia, spre­giudicatezza nel giudicare degli uomini e delle loro azioni, equani­mità e avvedutezza nella celta dei criteri fondamentali, con cui/valu­tare le situazioni de' parti. , rapporti loro con la realtà, che sono poi gli unici criteri esatti tv precisi, appunto perchè larghi e comprensivi ecco i ineriti che contraddistinguono l'opera del nostro Autore nei rias­sunti atònici, precedenti l'esposizione cronologica de' documenti loretank Quindi, trascurando anche il fine ohe l'Autore si prefigge, che i appunto quello di lumeggiare, con. la premessa delle vicende generali della nazione, la storia locale, quella parte generale rimane notevole di suo, e può liétìfesiim;ov m ' conta, stare a sé, come saggio, davvero ben riuscito, d' un esmwsm della storia generale d'Italia dal 1815 al 1849. Anzi, se io dovessi esprimere; tutto intero l'animo mio, .dovrei dire che sarebbe stato miglior avviso restringersi a una sintesi larga e succosa, senza fermarsi troppo ne' particolari, per inquadrare in essa, quasi cornice, la narrazione degli eventi locali;: anaj icosìì com'è, questa parte generate ani pare iini isè,, di- per sé, ottónia*
Il Marini ben sa e ripetè con Alfredo Oriaui, spirito grande di veg­gente : La rivoluzione italiana anziché opera di popolo, aveva trioni fato per un sopruso eroico della sua minoranza, aiutata da incidenze e coincidenze straniere, prima attirando sulla propria orbita l'avventura del secondo impero, napoleonico, poi profittando dell'antagonismo di orie­nto col nuovo impero germanico. Ma il popolo nella massa era rima­sto come inerte. pÉk MìvoW ìdtfale. p. 71.; Napoli, Pierro 1908]. Questa però che è la chiave unica, -w iomi sbaglio, per upràre la portatila:' conoscenza del nostro edificio nazionale, quale fn plasmato e formato dal risorgimento, non serve sempre, : come dovrebbe, all'Autore, il quale, qual­che tolta, nei giudizi particolari nfoi'J1 adopera con la cautela* la coerenza necessaria Così alla pagina 12, riguardo al tentativo sfortunato del Wte rat, l'Autore scrive: incora poco diffuso era il sentimento dell' indi­pendenza nel popolo mtato . Altro che poco diffuso ! nel 1815 questo è un eufemismo che passa la parte, quando pochi, molto pochi fra i più colti lo provavano sul serio. Più avanti prosegue : Ma non ohe nel popolo pure non fosse indistintamente il grétte del sprezzo e dell'odio al re­staurato Governo! j iil. che non è allora vero ;M generale, se si allude a tutta !' Italia, -* neppure a certe parti d'Italia, Inoltre alla pagina 220 parlando del gÉSS e dell'osifco della prima guerra <V indipendenza ego