Rassegna storica del Risorgimento

GENTILINI ENRICO
anno <1948>   pagina <233>
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IL PENSIERO SOCIALE DEL MAZZINIANO ENRICO GENTILINI
Di Enrico Gentilini è noto poco più del nomo (appena accennato dal Caddeo) che ricorre qualche volta a proposito dei processi del 1833 contro la Giovine Italia ') e nclT-Erfi'sione nazionale degli scrìtti di G. Mazzini con rinvìi inesatti. Modesto pos­sidente alessandrino, condannato in contumacia alla morte ignominiosa e dichiarato esposto alla pubblica vendetta il 5 settembre 1833 dal R. Consiglio di guerra divi* sionario di Alessandria per alto tradimento, come annunciava la Gazzetta Piemontese del 1 settembre di quell'anno, 3) evitò la fucilazione perchè, resosi latitante, ai era rifugiato dapprima, probabilmente nel maggio o nel giugno 1833,3) nella Svizzera,
*) Il Brofferio (Storia del Piemonte dal 1814 ai giorni nostri, parte III, voi. I, p. 5l) accenna al Gentilini, clic, come il Berghini, il Barberis, l'Ardoino, il v'accarezza, lo Scottai il Rovereto, il Cattaneo riuscì- a salvarsi, quantunque condannato a morte nei processi contro la Giovine Italia nel 1833, colla fuga. Non se ne fa parola nelle Rubriche della politica piemontese pubblicate (Roma, 1938) a cura dell'Archivio di Stato di Torino, dóve dovrebbero trovarsi incarti processuali sul suo conto. Lo Spél-lanzon (Storia del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, libro HI, p. 632) ricorda come il detenuto Ferraris narrasse che tale Enrico Gentilini di Alessandria s'era impegnato di assassinare un tenente colonnello Gallina e nel volume del Passamonti, Nuova luce sui processi del 1833 in Piemonte (Firenze, 1930) se ne fa cenno ripetutamente: di ninna buona riputazione, immorale lo diceva il Galateri (si rammenti che i primi arresti avvennero nella cerchia di giovani oziosi per condotta pessima al dire del­l'anonimo diario pubblicato dallo stesso Passamonti in Bollettino storico-bibliografico subalpino, 1930; ma non è da escludere che il giudizio d'immoralità servisse a scredi­tare gli arrestati per quanto pronunciato in buona fede da chi considerava nemici di Dio i nemici del Sovrano e con atteggiamenti moralistici condannava l'esuberanza giovanile); era stato tra i pruni alessandrini iscritti alla Giovine Italia avanti il maggio 1832; intimo delTAzario, del Pianavia, del Moja, del Girardengbi, del Vochieri, del Pastorino, dello Scotti, del Ronco, del CenneHi, del Lupo, del Burgonzo, del Bordes, di tutti i principali affiliati d'Alessandria, cioè, appartenenti alla media e piccola borghesia, conosceva anche il Vivaldi, il Bottacco, il Barberis, il Cermalli. In contatto coi gruppi di Genova, Asti, Tortona, Voghera, Casale M., Stradella, No­vara e colla Svizzera, complottava nelle case di amici e in lunghe discussioni anche al chiaro di luna (inframmezzate talvolta a baldorie), commentando gli articoli della Giovine Italia e del Tribuno, declamando versi, divulgando stampati, raccogliendo e discutendo di armi... segrete.
2) I per aver fatto parte di una cospirazione orditasi in questo Regio Stato alcuni mesi fa, tendente a sovvertire e distruggere Fattuale Governo di S. M. con es­sersi a tale effetto da alcuni complici di lui usato presso le medesime pratiche e ma­neggi in proposito; 2 per avere al predetto fine di distruggere l'attuale Governo assi­stito con altri cospiratori a Conventicole tenutesi in Torino all'oggetto dì concertare i mezzi onde riescirc nel suo delittuoso intento, quale non potè da esso mandarsi ad esecuzione per cause indipendenti dalla tua volontà.
*) E. PASSAMONTI, Nuova luce eco. cit., p. 113.
Da una lettera del Mazzini da Ginevra del 18 settembre 1833 a Bartolomeo Bratta a Maniglia risulterebbe che il Gentilini si trovava nel meridióne della Francia (Ed. Nax.t Appendice. Epistolario, voi. I, p. 74). In altra del 10 febbraio 1834 a N, Fabrizi accenna a 80 franchi datigli.