Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLEONE I ; TOSCANA
anno <1949>   pagina <34>
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34 Achille De Rubertis
isola. Si pensava ci potesse esser ce qualche equivoco col Colonnello Napoletano; ma, ad ogni buon effetto, gliene dava notizia, poiché, soggiungeva, intendo bene che è sopra ad ogni vigilanza di conoscere le direzioni e gli oggetti di queste e di ogni persona in un territorio ove non è, e non debbe essere tirato un cordone.
Perchè la principessa Paolina non 'avrebbe avuto facilità di conversare senza la presenza di testimoni, il Viviani avrebbe fatto una grazia a comunicargli le notizie che ricevesse su tal proposito. Quelle pervenute da Genova erano ce assai buone: Napo­leone aveva trovato contraria persino la Guardia Nazionale, la quale andava ad attac­carlo; ed era cominciata la diserzione nella piccola truppa condotta seco dall'Elba.
Forse le stesse notizie il Puccini diede allo Spannocchi, aggiungendo quella della dichiarazione del 13 marzo delle potenze alleate contro Bonaparte, partecipata anche al ministro degli affari esteri Vittorio Fossombroni. Informandone il Viviani, il gover­natore di Livorno il 20 marzo cosi commenta va : ce Questa notizia ha cagionato il mag­gior contento in. questa popolazione, e siamo oggi nella felice situazione di non aver più. nulla da temere, né da sospettare dalla parte di un uomo che nuovamente minac­ciava la rovina dell'Europa.
Sembra invece che il Viviani fosse tuttora in angustie; che perciò continuasse a comunicare al Fossombroni le notizie ricevute e sollecitasse da lui quelle ufficiali sulle cose di Francia. Avendo trasmesso al ministro le notizie pervenute al console sardo in Livorno, quegli il 23 marzo lo ringraziava, ma avvertiva che era in frequente cor­rispondenza con Genova e Torino; che si dispensava dal ripetergli inutilmente i parti­colari contenuti nella Gazzetta di Firenze dello stesso giorno 23 marzo; e che il presi­dente del Buon Governo lo informava esattamente dei fatti annunziati nel carteggio che teneva con i governatori della Toscana; sicché non era necessario che il Viviani gliene scrivesse anche direttamente.
Avendo il Viviani chieste nuove informazioni allo Spannocchi, questi confiden­zialmente gli rispondeva il 25 marzo:
Le lettere di Genova venute questa mattina non ci danno ulteriori progressi di Bona-parte, ma neppure ci dicono che sia stato battuto, e quale sia la sua situazione; anzi il nostro Console Bocci *) mi scrive che Bonaparte possa dirigersi a Digione, e tanto lui che la Gazzetta di Genova ci fanno supporre che il Maresciallo Ney possa essersi unito a Bonaparte, In Lione si stampano dei giornali allarmanti e incendiari. In una parola le cose non vanno punto a seconda dei nostri desideri, ed è da prevedersi una guerra civile in Francia; già le truppe prussiane si suppongono entrate sul territorio francese. Credevo di far la Pasqua pia allegramente.
Ma soggiungeva il giorno dopo: ce Le notìzie dalla parte della Francia sembrano piuttosto consolanti.
Le cose di Francia* sebbene fosse lontano, anzi del tutto scongiurato il temuto pericolo per la Toscana, erano invece il pensiero dominante dei governatori grandu­cali e dello stesso presidente del Buon Governo. 11 quale ne parlava di nuovo al Viviani in una riservata del 1 aprile:
Un fatto, mi pare, che avrà conseguenza, i la notizia che dà il Monitore dell'ingresso a Parigi di Bonaparte. Pare che dal i Marzo al 21 non gli sia occorso sparare un fucile
U Francesco* in Genova.