Rassegna storica del Risorgimento

TERAMO ; TRIPOTI LUIGI ; GARIBALDINI
anno <1949>   pagina <76>
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76 Libri e periodici
Quello che ho scritto direi che possa servire da introduzione alla lettura di questo libro, in cui lo studio dell'evoluzione storica che dal primo federalismo ncoguclfo con­duce al fallimento totale degli sforzi rivoluzionari ma anche all'impostazione dei ter­mini della soluzione del '59, è condotto, come ho già detto, con piena aderenza alla realtà storica e ai migliori frutti della critica storiografica.
La pretesa di riprodurre qui tutto il succo del libro dello Spadolini ci costringe­rebbe a dedicare ad esso assai più spazio di quel che i limiti imposti da una recensione possano consentire. Basterà accennare che la linea interpretativa adottata dallo Spa­dolini consiste essenzialmente nella constatazione che le due forze suscitatrici della rivoluzione del *48, neoguelfi e radicali, con il loro fallimento denunciano l'esauri­mento degli ideali universali e utopistici del Bisorgimcnto e il suo ripiegamento su un piano nazionale e realistico. Le due forze, monarchicomoderate e repubblicano-rivoluzionarie, che rimanevano in campo, dovevano combattersi e scontrarsi ancora per tutto il '4-9 fin poi a rincontrarsi nel successivo decennio e a concorrere in misura
sia pur diversa alla soluzione unitaria dei Risorgimento .
PAOLO ALATRI
ISTITUTO PÉB LA STORIA DEL RISORGIMENTO ITALIANO - COMITATO DI MILANO, Atti e memorie dèi XXVII Congresso nazionale; Milano, Cord ani, 1948, in 8, pp. 763. L. 2000.
Di una pubblicazione di questo tipo, una recensione vera e propria non è possibile, a meno di non voler monopolizzare buona parte del fascicolo della .Rassegna. Ci troviamo infatti di fronte alla raccolta di 55 saggi, queste sono le memorie presentate al Con­gresso di Milano del marzo 1948 e qui integralmente riprodotte. U solo elenco completo dei nomi degli autori e dei titoli delle memorie assorbirebbe più spazio assai di quel che non sia disponibile. Siamo quindi costretti a un rapidissimo cenno di alcune soltanto tra queste memorie.
Ve ne sono alcune che hanno un carattere più spiccatamente sociale. Tra esse noteremo quella di L. Bulfcretti sui liberali e democratici nelle prime tre legislature del Parlamento subalpino, in cui è messa in luce la dialettica dei rapporti e degli inte­ressi tra le varie classi sociali cosi come èssa appare attraverso il dibattito parlamentare in sede legislativa: Bulferetti dimostra come lo Stato fosse nelle mani dei possidenti, e come la contesa tra liberali e aristocratici fosse la contesa fra due capitalismi, quello fondiario di origine feudale e quello mobiliare di formazione industriale. L'altro aspetto della medaglia, cioè l'influenza che sulla presa di posizione da parte dei moderati ebbe nel '48 la paura del socialismo e del comunismo, è studiato rapidamente da S. Canzio; e, per quanto riguarda il Mezzogiorno, A. Genoino presenta una memoria sui moti comu­nisti del 1848 nel regno di Napoli, mostrando come quelle agitazioni sorgessero sul ter­reno delle concrete condizioni economicosociali nelle quali si trovava 1 contado, ancora soffocato dai forti residui feudali. Il saggio di G. A. Viancllo sui presupposti economici del Quarantotto è uno studio orientato su alcuni aspetti soltanto dello sviluppo econo­mico precedente la rivoluzione.
Molte le memorie sul '48 milanese (A. Casati, R. V. Foa, E. Lìbnrdi, L. Marchetti, L. Mondini, A. Monti, P. Pecchiai, V. Varanini), molte le memorie sullo svolgimento detta rivoluzione o sul ritorno offensivo della reazione nelle vario parti d'Italia; accurati contributi di carattere bibliografico o archivistico vanno considerate le memorie di G. -Maioli sull'8 agosto a Bologna, di F. Suadi ira Triesti!, di O. Montenoveei sulle fonti dell'Archivio di Stato di Roma.
Un interesse particolare mi pare presentino la memoria di A. M. Glùsalberti sugli appunti che Massimo d'Azeglio prendeva per o durante i Consigli dei Ministri, i cui originali sono conservati al Museo del Risorgimento di Roma e che Glùsalberti illustra e pubblica qui: essi ci rivelano un d'Azeglio preciso annotatore, amministratore