Rassegna storica del Risorgimento

TERAMO ; TRIPOTI LUIGI ; GARIBALDINI
anno <1949>   pagina <77>
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Libri e periodici 77
accorato degli affari di Stato commessigli: e la memoria di F. Valsccchi, sol tema
Scienza storica e revisione del '40 , in cui è affrontata la questione pregiudiziale
a qualsiasi lavoro storiografico sul Risorgimento con considerazioni ispirate a una così
esperta conoscenza dei problemi e della letteratura .critica, e con tanto equilibriti
di impostazione, che crediamo se ne debba consigliare la lettura in modo del tutto
particolare.
PAOLO ALATI
Torino 1848 Ricordi sul Risorgimento del diplomatico francese Conte de Reiset, a cura di RENZO SEGALA; Milano, Antonioli, 1945, in 8, pp. 414. L. 350.
I Mes souvenìrs. Les buis de Vindépendance italienne, del conte de Reiset inau­gurano degnamente la Collana: I testimoni della Storia diretta dal traduttore che l'ha corredata di utili note e di una opportuna prefazione, che con inappuntabile precisione fissa i termini entro i quali vanno apprezzati i ricordi dell'intelligente segretario della Legazione francese. A me sembra che il Segala sia al corrente della bibliografia sull'argomento uscita fino all'ottobre del 1944. Le parti più vivaci e più interessanti sono quelle che riguardano l'idea politica di Carlo Alberto (p. 11), la posizione presa da questo contro Pio IX (p. 170 e segg.), la condotta del re dopo la guerra (p. 160 e segg.), la situazione in cui si trovò Pio IX dopo la guerra (p. 157 e segg.).
Queste memorie del de Reiset fanno ricordare ad ogni pagina quelle del diplo­matico austriaco Barone conte G. A. Von Hùbner, Eia Jahr meines Lcbens, pochissimo conosciute fra noi pur dopo la traduzione che nel 1898 ne fece Alfredo Comandinf. Il Von Hùbner, mandato dal Mettermeli nel febbraio 1848 a Milano in missione speciale presso il viceré Ranieri, assistette alla rivoluzione delle Cinque Giornate e rimase per 106 giorni ostaggio e testimone del Governo Provvisorio presieduto da Gabrio Casati. Il barone Yon Hùbner è più compassato e guardingo del de Reiset, e anche più abile diplomatico, ma non seppe penetrare cosi addentro nella psicologia italiana come il de Reiset, che godette dell'amicizia di Vittorio Emanuele II, il quale nei giorni che Immediatamente seguirono la sconfitta di Novara, andava a trovarlo, travestito come un cospiratore dell'epoca romantica, nel suo appartamento in Via Carlo Alberto.
II periodo più importante del Conte de Reiset in Piemonte fu senza dubbio quello che lo condusse a Milano, al fianco del re, nei tragici giorni della ritirata dalla linea del Mincio e dell'armistizio Salasco. Il de Reiset lasciò Torino nel marzo 1852 per raggiun­gere la sua nuova sede di Pietroburgo in seguito alla nomina a primo segretario d'Am­basciata. Massimo d'Azeglio presidente del Consiglio e Silvio Pellico lo salutarono allora con lettere che bene testimoniano dei rapporti pieni di stima e di affezione che si erano
creati fra loro. ,
ANTONIO MONTI
AMEDEO MOSCATI, T ministri del '48; Ediz. del Comitato Napoletano dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano (Salerno, Tip. Ir. Jovanc), 1948, in 8, pp. VII-298. L. 900.
Nel notevole numero di pubblicazioni uscite dalla fine del 1947 a oggi in occasione del primo centenario della, rivoluzione del 1848, questo volume merita particolare attenzione per molti motivi. Anzitutto esso non è dovuto nò ad uno storico di profes­sione nò ad un giovane in cerca di allori universitari nò ad un politicante inteso a ricer­care nella storia del Risorgimento quarti di nobiltà, più o meno legittimi, per il proprio partito, ma ad un appassionato e non più giovanissimo cultore di studi di storia parla­mentare italiana, il quale se non erro sino ad oggi aveva tenuto in sé questo suo vasto bagaglio di erudizione formatasi durante molti lustri di appassionata lettura