Rassegna storica del Risorgimento

TERAMO ; TRIPOTI LUIGI ; GARIBALDINI
anno <1949>   pagina <78>
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78 Libri e periodici
di atti parlamentari* di biografie, di studi del nostro Risorgimento (di suo, infatti sino ad ora non conoscete che ima recensione apparsa nella Rassegna Storica del Risor­gimento italiano). Lo spirito con cui l'A., in occasione del centenario quarantottesco, ha pensato di dire anch'egli la sua parola, è svelato chiaramente da Ini stesso nella prefa­zione: ...nell'ora in cui si presenta nuovamente il problema dell'indipendenza nazio­nale mentre regionalismi e municipalismi risorgenti e, più o meno ufficialmente, non solo consacrati ma addirittura fomentati e promossi pare vogliano dissolvere del tutto l'edificio nazionale, sia consentito che una voce, la quale invita ad onorare le memorie ed a richiamare dall'oblio, che quasi tutti li copre, i nomi di questi antesignani settentrio­nali della pratica del governo costituzionale nel nostro Paese, del quale furono servi­tori virtuosi e devoti, parta, con la fede antica nei destini d'Italia, dal Mezzogiorno . È dunque, iu mezzo a tante voci oggi urlanti contro i vecchi uomini di governo del vecchio Piemonte, accusati dia reazione, in mezzo all'inneggiare, per opposti motivi, dei democratici, dei repubblicani, dei rivoluzionari da un lato, degli assolutisti dall'ai-. tro, una voce saggia, equilibrata, imparziale che si leva a ricordare l'opera tenace, modesta, non esente da pecche ma sempre onesta, dei vecchi liberali piemontesi che nel lontano marzo 1848 iniziarono l'opera che doveva, coll'ausilio delle forze delle altre regioni, portare al 1859, al 1861, al 1870.
In questo volume, che dovrebbe essere il pruno di una serie che ci auguriamo l'A. porti presto a termine, con lieve tradimento del titolo come dice il Moscati stesso argutamente (p. V) sono raccolti 37 medaglioni dei 35 ministri che detennero i portafogli dei ministeri BalboPareto, Casati-Colleguo, Revel-Pinelli, Gioberti e Chiodo (ministeri succedutisi tra il 16 marzo 1848 ed il 26 marzo 1849) e dei due presidenti del Senato (il conte Collcr ed il barone Manno) che nello stesso periodo di tempo ricoprirono quell'alta carica: giusta eccezione, che altrimenti si sarebbe avuta una lacuna nella rassegna delle personalità del tempo, tanto più inopportuna in quanto i presidenti della Camera (Gioberti e Pareto), per esser stati ministri nel frattempo, sarebbero stati invece inclusi nella rassegna.
La rassegna è la più completa possibile: anzitutto un sommario cronologico dei principali avvenimenti avvenuti durante il funzionamento del ministero; poi un pro­filo biografico dei vari ministri componenti il ministero e, per dare una visione ancor più esatta dell'uomo, un ritratto accompagnato in un angolo, in alto, dallo stemma di famiglia; alla fine di ogni voce, un elenco bibliografico aggiornatissimo dei principali studi sull'uomo politico studiato; in ultimo, un quadro sinottico utilissimo contenente la durata delle legislature, i presidenti ed i vice presidenti delle due Camere, l'elenco dei ministri ripartiti per dicastero, con le date di insediamento rispettivo e persino l'età del personaggio al momento dell'assunzione in carica, l'indicazione se aveva, o, no ricoperto lo stesso o altri incarichi rninisteriali e, in più, l'elenco dei rispettivi Primi ufficiali, che, come si sa, erano qualcosa come gli attuali sottosegretari.
Né è da credersi che il nostro A. faccia dell'agiografia in questo suo volume: non mancano le critiche all'atteggiamento e all'operato dei ministri piemontesi del tempo, ad esempio a Lorenzo Pareto (p. .23), a Federico Sclopis (p. 34), ad Urbano Rattazzi (pp. 140 e segg.) ecc., come non mancano giuste rivalutazioni di uomini ingiustamente dimenticati, come ad esempio di Giuseppe Duritii (p. 164), di cui è rimasto corrente il velenoso ed arbitrarlo giudizio di Carlo Cattaneo, che il Durini... aveva voce di gran pratico, principalmente pel disprezzo ohe professava ai libri; di Giacomo Plezza (p. 123) ecc. Insomma, pur presentandosi senza alcuna pretesa scientifica, questo volume per l'abbondanza di notizie, per le> utili correzioni a tante inesattezze correnti (una per tutte, la correzione un'asserzione del Lombroso circa resistenza di due Da Bormida mentre non esisteva che un solo Dabormida, p. 208, nota), per lo stile piano e discorsivo, per il metodo logico e semplice con cui la materia e distribuita, costituisce una delle pubblicazioni più utili, più equilibrate, più oneste di questo primo centenario del 1848. FEDERICO CUBATO