Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; GENOVA
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1950
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pagina
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85
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Genova dal luglio 2848 all'aprile 1849, eco 85
D'Azeglio, il De Launay essendo particolarmente Inviso ai Genovesi. Per quanto vi contribuì anche il consiglio del Dea Àtnbrois de Nemiche al re di cercare uomini nuovi. I Genovesi affermano pure che il moto determinò la resistenza diplomatica all'occupazione austriaca di Alessandria: il Pinelli collega invece la richiesta del Radetzski di occuparla agli eventi liguri: ambedue le tesi contengono forse una parte di verità. Inoltre l'accaduto facilitò l'accettazione del programma del Pctitti, di trovare un terreno d'accordo fra Genova e Torino negli interessi economici, se anche sulle prime fu inteso grossolanamente. D'altra parte, come bene avverti il Dabormida, segnò l'inizio della fine per le repubbliche: nell'aprile stesso cadeva la Toscana. Sembra bene che la sollevazione genovese e la presenza della Divisiono lombarda abbiano deciso il Gabinetto di Torino a resìstere alle sollecitazioni del Gioberti per l'intervento in Toscana e a conformarsi al parere del La Mann ora. *) Dal punto di vista internazionale le tendènze repubblicane degli ultimi giorni del moto determinarono l'assoluta opposizione del Ministero De Launay-Pinellì alle proposte francesi di occupazione mista franco inglese patrocinata dal Gioberti, come gesto equilibratore dell'occupazione austriaca di Alessandria. Il De Launay, al più, avrebbe accettato la flotta inglese a Genova: se ne parlò senza concludere fino al luglio. Vivissimi infatti erano i dubbi sardi sulla politica di Parigi.2) La Mormora in particolare riteneva sospetta la condotta del Favrc uomo tanto più pericoloso in quanto fornito di straordinaria destrezza . Riconosce che non vi erano fatti specifici: ma cita suoi discorsi privati di approvazione alla rivolta, ed il fatto che la sua casa è frequentata da Nicola Cambiaso, Emanuele Ce Iesi a, Canale ed Erede, tutti contrari al governo.
Ammette però che offri la sua collaborazione al Municipio per sbarazzarsi dei membri del Governo Provvisorio, e che insieme al comandante Gasquet impedì che 15.000 fucili, inviati dalla Francia, cadessero nelle mani degli insorti. Ne consiglia il richiamo, ma con cautela, protetto com'è, dal Reiset e dal Boia Le Comte, forse, ingannati.
Il Governo sardo agì in tal senso e trovò terreno favorevole, in quanto il fratello Jules Favre era fra gli oppositori; vi era nell'atto un ripicco verso il Municipio che aveva dato al Console la cittadinanza ed una spada d'onore. Leon Favre fu trasferito in Columbia. 3) Diverso fu il contegno verso il Gasquet ed altri
1) Lettere La Marmora al Ministero Interni, 17 aprile 1849 Al Ministero della Guerra ho parimenti manifestato che io non credo conveniente intervenire attualmente in Toscana: per l'impossibilità di disarmare la divisione lombarda che si trova da due a quattro marce di distanza dalle truppe.... ARCHIVIO STATO TORINO, Gabinetto Ministero Interni, 1849, n. 2. Il Gioberti opinava (ARCHIVIO STATO TORINO, Legazione Fr.t mazzo 28) il 7 aprilo: È certo che il moto rivoluzionario della Liguria ebbe origine e forza dall'apostolato politico di Guerrazzi e Montanelli, e che una parte dei perturbatori giunse colà da Livorno, da Firenze e da Roma: diritto di intervenire quindi in Toscana anche senza consenso austriaco: sfruttare la spedizione La Marmora anche- in Toscana . Cfr. anche C. DE LAUGIKR, Concisi ricordi di un soldato napoleonico, a cura di R. CIAMPINI, Torino, 1942.
2) Cfr. J. P. T. BUBF, La Grande Brétagne et la Revolution de 1848, in 1848 dans te monde, Paris, 1948. N. BIANCHI, Storia della Diplomazia Europea, VI, p, 147, e lettera 25 aprile del Pinelli al Gioberti' in lettere cit. a cura di V. Cian. Le prime accuse al Favre sono contenute nel giornale La Gonstitutiqn del 14 aprile 1849.
3) Lettere La Marmora al ministro Interni, 1 luglio 1849 e 13 luglio 1849, in ARCHIVIO STATO TORINO, Gabinetto Ministro Interni 1849, n. 2. Precedentemente in senso più favorevole la Relazione 18 aprile 1849.