Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; TRIESTE
anno
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1950
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pagina
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103
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IL QUÀRANTOTTO-QUARANTANOVE ED IL RISORGIMENTO TRIESTINO
Il problema dell'origine e del significato del Risorgimento triestino e dei rapporti tra Trieste e l'Italia nel secolo scorso, è problema per certi aspetti analogo alTaltro più vasto dei rapporti tra l'Italia e l'Europa nell'Ottocento. Per esso, sotto l'influsso della storiografia italiana più recente si è venuta modificando l'interpretazione a lungo corrente che acccentnava del Risorgimento italiano il momento gio-bertiano dell'originalità e delPautoctonismo, e si è riallacciata invece l'indagine sul periodo a tutto il contemporaneo processo di rinnovamento del pensiero politico e civile, col risultato di una rivalutazione più piena e più intimamente comprensiva del Risorgimento italiano.
Partendo da quest'ordine di considerazioni, non è da stupirsi se il Risorgimento triestino allo studioso appare come problema piuttosto intricato e confuso, in quanto la storiografìa regionale anche per l'asprezza della lotta politica condotta per tanti anni in loco più a lungo che altrove, e si può dire fino ad oggi, non ha saputo o potuto indirizzarsi secondo l'accennata nuova metodologia critica, ma ha continuato a giudicare fatti ed idee, uomini ed atteggiamenti secondo lo schema di una visione finalistica legata ad una determinata prassi politica, per la quale anche l'interpretazione della storia assurgeva a stendardo della lotta contro lo straniero.
La mancata chiarificazione storiografica ha viceversa dato luogo ad un'opera generosa quanto si vuole di reductio ad unum, che, pullulante di esaltazioni e condanne, ha notevolmente influito sugli atteggiamenti dell'ambiente nazionale triestino, ma non è stata in sostanza occasione ad una valutazione critica che si potesse obbiettivamente chiamare interpretazione storica. Si è trattato il più delle volte soltanto di una giustapposizione esteriore per la quale si è cercato di riportare il Risorgimento giuliano entro gli schemi di quello italiano in generale, ma senza 4 risolverlo , se così si può dire, nella più vasta circolarità spirituale di esso.
Trieste è una città che all'inizio del secolo scorso presenta un quadro complesso di gruppi e di atteggiamenti politici, la fisionomia dei quali, in una maniera o nell'altra si riporta come a condizione differenziante al fatto nuovo della politica teresiana e giuseppina che aveva rotto le anguste barriere del vecchio Municipio aristocratico italiano, distrutto lo stato cittadino determinando, pur attraverso lotte e contrasti l'indebolimento della vecchia classe dominante e l'ascesa di nuovi ceti non legati al munieipalismo particolaristico.
II nuovo diffuso clima mentale ottocentesco non sta a sé; c'è tutta una stratificazione che si ritrova, a ben guardare, sotto l'impalcatura risorgimentale, municipalismo prima e cosmopolitismo poi costituendone i momenti necessari.
A Trieste l'osservazione si impone le idee dell'Ottocento liberali e nazionali, di provenienza italiana ed europea e lo stesso spirito del mazzinianesimo, non potevano prescindere dalla intonazione cosmopolitica, dalla freschezza operosa dei tanti nuovi abitanti* che costruendo con i traffici dell'emporio la loro fortuna e quella della città, portavano una somma di esigenze nuove, dilatavano il respiro della città, rompevano l'esclusivismo di una mentalità meramente erudita ed umani? stica, imponevano all'ambiente una nuova serietà di studi, aprendolo a problemi di economia, di finanza, ecc.
Il risultato è la formazione nella Trieste del primo Ottocento, pur colla sopravvivenza di municipalisti, costituzionalisti, conservatori, di una società dinamica,