Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; TRIESTE
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Giulio Cervoni
intraprendente, che accetta entusiasticamente i principi del liberismo economico, e che si proclama liberale anche se del liberalismo non del tutto comprendo il motivo etico'politico-
In Francia, in Germania, in Austria, in Italia, il Quarantotto-Quarantanovc fu innanzi tutto un movimento liberale; fu, nello spirito del liberalismo, anelito alla liberti; il liberalismo fu il demone comune che scosse l'opinione pubblica di quasi tutta l'Europa; e liberti significò allora richiesta prima di tutto della costituzione.
Torna perciò a proposito il richiamo alla definizione del Croce che quei movimenti europei qualificò e ben a ragione col nome di liberali-nazionali.
I patrioti e gli scrittori giuliani che animati da fervida fede, sorrètti da viva e ricca cultura si sono occupati di storia regionale del secolo scorso, dobbiamo cercare di interpretarli senza voler far dire loro più di quanto in effetti nei loro lavori non dicessero e ci deve sorreggere nell'intenderlì un criterio che ci ponga in condizione di capire che un'accettazione acritica di quanto da essi affermato in ambiente culturale e politico piuttosto lontano dal nostro, non sarebbe certo da un punto di vista storico la più fruttuosa ad una oggettiva comprensione del Quarantotto triestino.
Si rischierebbe di lasciar cadere nell'ombra il suaccennato carattere liberale ed
in questo senso europeo oltreché e più che nazionale dei sommovimenti generosi,
anche se molte volte confusi ed incomposti, di cui furono protagonisti ì Triestini di cento anni fa.
Una confusione, una visione non del tutto chiara di quanto in effetti volessero, un velame determinato da generosa passione, era probabilmente nelle loro stesse menti. Pio IX, l'imperatore Ferdinando, l'Italia furono nomi accomunati nell'entusiastico prorompere di giubilo che fece seguito alle notizie giunte col corriere di Vienna a Trieste, la sera del 16 marzo ed il successivo giorno 17 marzo 1848.
II Quarantotto triestino non è ricco di fatti; l'Austria non vide mai scossa a Trieste la sua posizione; il Quarantanove vede gli elementi politicamente più accesi del patriottismo triestino andare a combattere dove ancora ardevano centri di resistenza.
Una rivalutazione vera e non effimera del Quarantotto-Quarantanove triestino è legata all'abbandono di una visione che al fine di esaltarli - voglia dilatare artificialmente quei moti, riducendoli in termini quantitativi di confronto. Cosi facendo, lungi dell'esaltarli e dal cogliere in essi il significato reale, si finirebbe per impoverire i fatti condannandoli a lungo andare all'inevitabile oblìo.
Solo un'interpretazione diciamo così qualitativa, che sappia opportuna* mente collocare fatti ed aspirazioni ideali in un determinato sfondo emotivo e culturale, può arrivare a coglierne il significato positivo e non caduco.
Sulla base di questo cauto procedere storico, potremo allora dire che, certa-mente, le rivoluzioni lombarda, romana, napoletana, furono più efficienti, più ricche di fatti e di esplosioni collettive di popolo, ma noteremo insieme che si trattò di avvenimenti determinati da situazioni storiche diverse le une dalle altre, e diverse poi tutte dalia situazione particolare in cui ai collocarono i tentativi triestini. L'accénto comune è dato dalla parola libertà; toglietelo quest'accento, ed allora il Quarantotto piemontese risulterà essere stato di fatto il tentativo sabaudo di profittare con la concessione dello statuto del momento favorevole per cercare di impadronirei della Lombardia : quello veneto lo vedremo articolarsi tra difficoltà