Rassegna storica del Risorgimento
MASI LUIGI
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1950
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Antonio Cucchiari
con cui viene invitato ad improvvisare, e col suo facile verso e con i suoi concetti i più caldi li libertà, di unione, di amor fraterno, riceve applausi vivissimi, unanimi, generali, non meno elio ogni qualvolta fa intravvedere nel Papa il Sovrano che il cielo ci ha mandato per la liberazione d'Italia . ')
Ai Congressi scientifici aveva cominciato a prendere parte al seguito del principe di Canino, al quale si deve la loro prima istituzione. Se i suoi versi gli avevano procurato in essi popolarità, non è detto che non tentasse anche la più ardua via della scienza. Nel Congresso di Lucca del settembre 1843 lesse una relazione sullo studio delle piante, materia alla quale portava particolare passione. Ma ecco che la botanica fa assai debole velo ai suoi sentimenti e la conclusione della relazione lo porta a dire che, allo stesso modo col quale piante simili vengono raggruppate in una stessa famiglia, così le genti d'Italia sono e debbono essere una sola famiglia. Questo strano modo di concludere una relazione scientifica non doveva essere risultato molto gradito al cardinale legato di Bologna Spinola, che ne informava il Lambruschiui. Lo scandalo dilagò negli ambienti governativi dello Stato pontificio, che seguivano con diffidenza l'attività del giovane umbro.
Tutte le genti d'Italia debbono formare una sola famiglia. Perciò, secondo il Masi, l'idea del municipalismo va combattuta strenuamente. Io vorrei , scrive al principe di Canino il 5 ottobre 1844, questo vocabolo, questa idea annientare anche in pensiero . Ma l'unità d'Italia non significa per lui il misconoscimento dell'apporto particolare e precipuo delle varie regioni al complesso della vita nazionale. In occasione del Congresso di Napoli del 184S, si adoperò affinchè fosse aggiunta una sezione di storia, quale omaggio da rendere al pensiero filosofico e storico meridionale. Là nacque il Vico stupendo, scriveva in quella occasione, da cui si tolse quella luce di filosofia nella storia, che oggidì mette in tanta lode la Germania, la Francia e alcune parte d'Italia. 2)
11 Congresso di Napoli aveva provocato aspre critiche all'operato di chi se ne era assunta la direzione ed il Masi si adoperò a distendere gli animi: Io sarò sempre facilissimo scusatore delle colpe involontarie, e per il bene dei Congressi mi fortificherò di tutta la rassegnazione evangelica: tenendo altra via, più del Po e della Macra, nuovi fiumi ci spartiranno e non varrà vapore alla unità desi-deratissima .3)
L'elezione di Pio IX come apriva gli animi dei patrioti alle più grandi speranze, cosi faceva sgorgare in pieno dal suo cuore la vena poetica. Lo abbiamo visto a Genova declamare sui temi preferiti: la libertà dell'Italia e la fede nel Pontefice. Il clima politico rinnovatosi con le prime concessioni di Pio IX gli offrono continue occasioni per le sue improvvisazioni poetiche, che lo fanno l'ospite preferito e l'oratore ufficiale delle varie manifestazioni patriottiche. Improvvisava e quindi assai poco ci è rimasto dei suoi versi. Si conservano di lui due inni: La bandiera tricolore e Inno nazionale ,4) quest'ultimo recitato dal Masi 1*8 settembre 1846 in occasione della visita che il Papa fece alla chiesa di Santa Maria in piazza del Popolo. I motivi ispiratori del suo inno ripetono quello che da molte parti e da
i) F. ORSINI, Memorie politiche, a cura di A. M. Ghisalber-ti, Roma, 1946, PP- 379-380.
2) Roma, Musco Napoleonico.
3) Lettera al principe di Canino, Firenze, 12 ottobre 1844. Roma, Musco Napoleonico.
4J Miscellanea di scritti politici, Capolago, tip. Elvetica, 1847.