Rassegna storica del Risorgimento
MASI LUIGI
anno
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1950
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pagina
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111
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Luigi Masi tra lira e spada (ì846-1849) 111
al grado di tenente generale della Civica. I Romani, die avevano [ninnato ai reduci entusiastiche accoglienze, si arruolano in gran numero nel reggimento agli ordini del più popolare dei comandanti.
Eletto deputato, alla Costituente dal collegio di Macerala, le sue cure sono divìse tra il lavoro dell'assemblea (che lo nomina suo vicepresidente e membro della commissione della guerra, con Garibaldi e Ferrari) e la preparazione militare del suo reggimento, forte ora di duemila uomini, ma incompleto di armi e di equipaggiamento.
L'intervento francese gli strappa parole roventi nella seduta del 24 aprile: Noi ci presentiamo con la protesta nostra, davanti alla nazione francese; non a quel Governo, non al capo di esso, a cui ima forte vagheggiata corona stillerebbe del sangue dei popoli traditi. La Francia sarebbe ricoperta di tal macchia cui non basterebbe a lavare tutto l'oceano che la circonda.
La difesa lo annovera tra i suoi più degni combattenti. A San Pancrazio, a l'alestrina, a Velletri e di nuovo Bulle mura di Roma, al Gianicolo ed ai Parioli, il Masi, che aveva steso con Agostini e Ccrnuschi il famoso indirizzo di protesta contro l'invasione della Repubblica, s'incarica di dimostrare con le armi che le sue parole non erano vuota retorica. Gli ultimi tragici giorni del giugno vedono il 1 reggimento volontari, con il suo comandante, sugli estremi baluardi: Il reggimento è spezzato in quattro... è affaticato, scemato e si disfa. Ha dato alla Patria l'ultimo nomo... .1)
Dai conviti, dai brindisi, dalle improvvisazioni genovesi alla disperata resi-stenza del Gianicolo non corrono più di tre anni : gli anni che videro la Rivoluzione italiana sortire dal buio delle cospirazioni e delle sette alla luce dei campi di battaglia della Lombardia, di Venezia e di Roma. Il facile versificatore si era tramutato in soldato e tale rimase anche dopo il 1849: capo di volontari nel 1859 e nel 1860, generale dell'esercito regio nel 1866.
La lira e la spada, se non gli procurarono fama tra i posteri, valsero certamente a dare alla sua vita il vigore della ispirazione generosa e la forte ed eroica decisione.
ANTONIO CUCCHI AHI
l) Ardi. Stato, Roma, Miscellanea Repubblica romana 1849, il. 97, Fase. 274.