Rassegna storica del Risorgimento
NOVARA (ARMISTIZIO DI)
anno
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1950
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pagina
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115
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LA DISCUSSIONE DELL'ARMISTIZIO DI NOVARA NELLA CAMERA SUBALPINA
Gli atti parlamentari non è solo modesta opinione mia di vecchia data, ma, com'è noto, pensiero di maestri di storia sono fonti in parte inesplorate o non interamente sfrattate. Eppure, le discussioni delle assemblee parlamentari d'ordinario rispecchiano abbastanza fedelmente la vita politica, e non soltanto quella politica, del paese. Certo, la drammaticità dell'indomani della disfatta di Novara si riflette in modo spiccato e suggestivo in alcune sedute della Camera dei Deputati subalpina.
Uscita dalle elezioni politiche generali del gennaio 1849, la Camera subalpina presentava l'aspetto caratteristico dei pruni tempi del regime costituzionale, cioè partizioni semplici, fondamentali, che, se non avevano una netta fisonomia e un programma ben definito, si distinguevano tuttavia con sufficiente chiarezza.
I conservatori e i liberali moderati componevano l'Estrema destra, la Destra vera e propria e il Centro destro ; i democratici delle varie gradazioni formavano la Sinistra e l'Estrema sinistra. Tendeva allora a costituirsi anche il Centro sinistro, ma solo più tardi acquistò una costante autonomia. L'ora però non consente di soffermarsi sui lini e sui caratteri di tali partizioni, che converrebbe analizzare principalmente m rapporto alla diversa concezione della libertà e della forma dello Stato, ai modi di promuovere l'indipendenza e l'unità nazionale e alla poli, tica ecclesiastica.
Dalle elezioni del gennaio era risultato vittorioso il partito democratico, che aveva propugnato e continuava a propugnare la sollecita ripresa della guerra con l'Austria. Si formò così nella Camera una maggioranza di Sinistra, che confortò il gabinetto Chiodo-Rai lazzi a rompere gli. indugi, e, pochi giorni dopo l'inizio delle ostilità, il 17 marzo, con Un procedimento nuovo rivolse al paese un indirizzo, inserito poi nei documenti della sessione, nel quale, mentre incoraggiava i cittadini alla resistenza, confessò apertamente la sua azione incitatrice.
II 23, disfatta di Novara. Il 27 Vittorio Emanuele diede l'incarico di comporre il nuovo ministero al generale De Launay, che gli era stato designato da Carlo Alberto, a cui era molto devoto; ma in realtà il ministro dell'Interno, Pier Dionigi Pinelll, della Destra vera e propria, formò la nuova compagine e le attribuì il colore politico. Si produsse allora e, nonostante le elezioni generali del luglio successivo, perdurò fino al 20 novembre 1849, proclama di Moncalieri, una situa zinne politico-parlamentare davvero eccezionale, che non si ripetè mai più nella storia, non pure del Piemonte, ma dell'Italia unita. Tale situazione, di un ministero di netta minoranza, si mantenne principalmente perchè l'opposizione, per cause di ordine interno e molto più di carattere internazionale, non era in grado di dar vita ad un nuovo governo, almeno fino a quando non fosse definita la posizione del Piemonte rispetto all'Austria. D'altra parte, secondo l'interpretazione allora attribuita in proposito allo Statuto, la funzione del Parlamento era concepita nel senso che il suo intervento fosse assolutamente necessario per l'approvazione del bilancio dello Stato e per la promulgazione delle leggi, ma non per la formazione del Governo.