Rassegna storica del Risorgimento

VENTURA GIOACCHINO
anno <1950>   pagina <123>
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il Padre Ventura e la repubblica 123
moltitudine e dal clero è concepita come una misura di disordine e di persecuzione del principio religioso. Ma ove la repubblica importi adeguamento allo spirito ed alle esigenze del Cattolicisnio, abiura del centralismo francese proclamazione del­l'intera libertà del commercio, d elPinsegnanien to, del diritto della provincia e del municipio, dell'assoluta emancipazione della Chiesa dal potere civile, della rico* stituzione delle associazioni d'arti e mestieri, garantiva il Ventura che la repubblica avrebbe incontrato anche in Sicilia il generale favore.J)
H Ventura era oramai dominato dal principio della repubblica. Egli aveva deplorato l'offerta della corona da parte dei Siciliani al Duca di Genova, ed insi­steva nei suoi dispacci al Governo di Sicilia perchè si aprisse la via all'esperimento repubblicano, perchè il solo in grado di trarre l'isola dall'impasse in cui questa si trovava, dopo proclamata la decadenza dei Borboni e svolte le pratiche per un re di Casa Savoia. Verso la quale Casa era egli tult'altro che animato da favorevoli disposizioni.
Diffidava del Piemonte e della sua politica; di Carlo Alberto e della sua fede politica. Al quale rimproverava poi in linea particolare di non avere riconosciuto la Sicilia, di averle negato perfino una parola, nonché il più piccolo soccorso, di avere abusato della longanimità dei Siciliani, di essersi riso della loro dabbenaggine ed avere avuto a schifo la corona di Sicilia, e di avere pertanto par otto mesi lasciato la Sicilia in un orribile stato provvisorio alla mercè della diplomazia. 2)
Prima di conchiudere questa mia comunicazióne, trovo interessante l'atteggia­mento verso la forma repubblicana assunto in quell'epoca dal Gioberti, che collima Con quello, del Ventura.
Anche il Gioberti, che pure escludeva una sua particolare simpatia per la repubblica, riteneva in quegli anni si andasse verso la forma repubblicana.
Nel -maggio 1850 egli notava già una graduale estensione dei Governi repub­blicani in tutta Europa.
Li una lettera a Giuseppe Massari del 9 luglio 1851 egli scrive che le sue previsioni sono per il trionfo della repubblica. L'esito moralmente certo sono sue parole del travaglio politico che succede in Europa è la repubblica. Egli non intendeva con ciò glorificare questa forma politica, ma soltanto intendeva predire il futuro, come l'astronomo che predice l'eclisse e non può per questo essere detto glorificatore dell'eclisse. Continua rilevando, che si sarebbe potuto tre anni prima assodare per un certo tempo la monarchia costituzionale; ora, egli dice, non è più possibile. Mera previsione dunque quella del Gioberti,, nella quale il filosofo torinese insiste nel Rinnovamento.*)
Intendeva il Gioberti accordare il moto italiano col moto europeo democratico-socialistico, e connettere la politica italiana con la futura politica europea della Francia repubblicana.
J) Vedi: POTXINO, op. cit.t pp. 49-50.
2) In data 19 giugno 1848 scriveva G. La Farina a M. Amari ed al marchese di Torrearsa che il Ventura aveva avuto lotte accanite e terribili coi Gioberti che voleva convertirlo agli interessi di Casa Savoia; che si era fatto pubblico acclama-tore contro Carlo Alberto...; che gridava repubblica e Francia; per cui il La Farina in una successiva lettera dell'I I luglio 1848 protestava contro l'azione diplomatica svolta dal Ventura (vedi: F. GUARDIANE, // dominio dei Borboni in Sicilia, dal 1830 al 1861 [con documenti inediti]. Voi. II, Palermo, 1901, pp. 75*9).
3) Vedi : GjOBEirn-MASSARi, Carteggio (1838-52), pubblicato ed annotato da Gu­stavo Balsamo Crivelli, Torino, 1920, pp. 481-2.