Rassegna storica del Risorgimento

MILLE (SPEDIZIONE DEI)
anno <1950>   pagina <125>
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DA MARSALA A CALATAFIMI SECONDO IL CARTEGGIO LA MASA
Ho già pubblicato nella Nuova Antologia del 1 giugno 1932 per la ricorrenza del cinquantenario dalla morte di Garibaldi fra i documenti comprovanti il lavorìo febbrile e decisivo dei profughi siciliani per la spedizione dei Mille, due lettere scritte dal La Masa comandante la IV Compagnia dei a Cacciatori delle Alpi alla moglie Felicita duchessa di Bevilacqua: una dell'8 maggio (1860) dalla spiaggia di Telamone, e l'altra del 9 dal bordo del Lombardo.
Le lettere che presento con altri documenti sono la continuazione di quelle, da Marsala a Calataftmi, finché il La Masa si stacco dalla spedizione dopo aver lasciato il comando della sua compagnia al Palizzolo per internarsi nell'isola ad iniziare, inca­ricato da Garibaldi, la propaganda di rivolta al Borbone e di cooperazione dei conter­ranei all'impresa. Sono scorrette e spontanee, perchè scrìtte rapidamente nelle soste frettolose; e, oltre che per i particolari inediti, per la stessa forma assumono perciò un interesse che rientra, dato anche il loro spirito, nella sostanza della storia. Appar­tengono all'importante archivio BevilacquaLa Masa, che il Comune di Verona, asse­condando l'opera del bibliotecario Biàdego prima e del sottoscritto poi, ha ritirato e assicurato alla sua insigne biblioteca.
MARSALA
Partita la notte sul 6 maggio dal porto di Genova, la spedizione entrava in quello di Marsala e sbarcava nella pienezza delle ore meridiane dell'I 1. H Piemonte, che por­tava Garibaldi, gettava l'ancora per primo nel mezzo del canale; il Lombardo però andava sul secco, perchè oltre il canale il porto è pieno.1)
In una lettera, di cui manca la prima parte, il La Masa così descrive alla moglie quei momenti che segnavano l'inizio della marcia bellica e insurrezionale per l'isola:
Disbarco
11 vapore che comandava Garibaldi ci precedi d'un dieci minuti entrò nel porto di Marsala dove non erano fregate napolitano ma due vapori inglesi. Ad un miglio di distanza si scorgevano due fregate napolitane. che correvano da un pezzo per impedire U disbarco.
Il primo a scendere fu Castiglia Salvatore 2) essendone comandante secondo allo scopo di raccogliere barcaccie per disbarcare la truppa 3) 'per cui sbarcarono pia di cento del primo vapore.
') L'iniquo governo di Napoli, in tanti anni che il braccio del molo è stato costruito, non avea mai pensato a farvi il fondo, cosicché i bastimenti devono entrare per quel canale (Alcuni fatti e documenti della rivoluzione deWItalia meridionale del 1860 riguardanti i siciliani e La Musai Torino, Tip. Scolastica, Sebastiano Franco e
Figli, 1861).
2) In una carta volante e ripetuto il principio di tale descrizione. A questo punto si aggiunge: già comandante della Marina Siciliana essendo arrivato col primo vapore, dóve era cont.te in 2. Nella Memorie relative al marino Castiglia si afferma che il Costi-glia discese col bravo marino sig. Andrea Rossi.
3) Nella e. v.: che in n. di 100 circa col Colonnello Tur disbarcò.