Rassegna storica del Risorgimento
MILLE (SPEDIZIONE DEI)
anno
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1950
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Vittorio Fainelli
ce Riavutosi narra il La Masa tornò indietro, trascinandosi alla meglio per le riportate contusioni, e raggiunse la truppa sulla montagna, ove si pose a sedere dietro di Garibaldi circa un dieci passi. Dopo circa un'ora Garibaldi slanciossi contro ai cacciatóri nemici che avevano attaccato i nostri Carabinieri. Allora La Masa tentò pure alzarsi a seguirlo, ma le contusioni riportate e specialmente quella al capo che gli cagionava frequente vertigine, glielo impedirono. Rimase quindi in quel luogo esposto alle palle nemiche. Dietro di lui a pochi passi eravi il sig. Crispi. Più tardi il coloneDo Cenni gli portò Fordine di Garibaldi di far spiegare il rimanente delle forze ed avanzare per la strada rotabile l'artiglieria. Locchè egli, sostenendosi al braccio del cavaliere Fuxa e di Nicolò d'Angiolo, fece eseguire. In quel giorno memorando i Cacciatori delle Alpi s'innalzarono a si alto grado di valore- che non ha pari l'istoria. I regi, vinti, fuggirono . 1)
Nella lettera che segue, scritta subito dopo la battaglia di Calatafimi, il La Masa non si ascrive nessun merito del felice risultato di questa:
Calatafimi, 16 maggio 60.
Titì mia.
Il giorno di ieri fu oltre misura glorioso per la nostra truppa. Il gen. Garibali (sic) diede una solenne lezione ai generali e soldati borbonici. I regi da una posizione vantaggiosissima sulle alture (erano più di tre mila) dopo un combattimento accanito di tre ore furono respinti nella città di Calatafimi che da qualche giorno occupavano. Da Calatafimi fuggirono scoraggiato (sic) avviliti furono molti i loro morti e feriti. Oltrepassarono Alcamo e si ritirano verso Palermo.
Da ogni parte, giungono le guerriglie numerose che al primo scendere in Marsala invitai dietro facoltà datami dal g.* Gari. coi proclama (sic) suoi e col mio gli ordini da me spediti ai comuni di mezza Sicilia sino a Palermo furono eseguiti come quelli del 48. Il mio proclama che ha poche copie, fu dai grossi comuni cui l'ho spedito, copiato a mano e spedito ai pìccoli comuni e si vedono scende (sic) e formicolare da per tutto guerriglie farti ed ardenlissimi (sic). J5' uno spettacolo maravigli oso.
Appena mossi da Marsala, lasciai-indietro la truppa d'accordo sempre col g.* Garibaldi corsi a piedi e solo a rivoluzionare Salemi, a 26 miglia da Marsala dove l'indomani del mio arrivo giunse la truppa nostra festeggiata ed il gè. Garibaldi con solenne
sul culmine che sta di fronte alla montagna su cui posa Calatafimi. Col canocchiale si vedeva appena il nemico; dopo qualche tempo scorgendo che i regi s'avanzavano, Garibaldi ritornò a Vita per far muovere e posizionare la nostra truppa su quell'altura lasciando incaricato La Masa di avvisarlo tosto che il nemico... Il nemico difatti avan-zandosi scagliona vasi sulle alture dette pianto dei Romani, e spingeva innanzi i caccia- ' tori ora a destra ora a sinistra. La Masa si avvia ad avvertire Garibaldi. Giunto vicino a Vita, s'incontra con altro uomo a cavallo. I cavalli viziosi s'impennano; il sentiero era strettissimo , ecc.
') Op. eU,9 pag. XXVIII. II Fuxa dichiarava ancora che una mano di vili calunniatori invidiosi dello fama di lui (La Masa) bau cercato con ogni mezzo di macchiare la sua riputazione, e perderlo nell'affetto del Generale Garibaldi e nella pubblica opinione e di essere pronto in faccia a questi falsi zelatori ed egoisti settarii di sostenere coti ogni mezzo onorato la verità delle sue asserzioni e ricaccia in faccia a loro il disprezzo, del quale avrebbero voluto coprire l'onesto La Masa (Arch, Bevil.-La Masa