Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICI ; MOVIMENTO CATTOLICO
anno <1950>   pagina <147>
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Per una storia del movimento cattolico italiano 147
mentre ci si libera da ogni legame con i legittimisti dei vari antichi sovrani. *) Questo movimento unitario, che stringe in un organismo accentrato Italiani di ogni regione e ai ogni ceto, è stato trascurato dagli storici: esso introduce, invece, nella vita nazionale, anche se in opposizione al dominante regime, dei ceti rimasti indifferenti od ostili al movimento liberale. I cattolici, come i socialisti e poi i nazionalisti, inseriscono, quindi, nella vita nazionale masse rimaste ad essa finora estranee, le educano alla difesa di interessi generali, di programmi e d'ideali comuni; in tal senso la loro opera si può inquadrare nel Risorgimento italiano quando esso non sia inteso come movimento poli­tico territoriale o ideologico anticristiano, ma come rinnovamento interiore del popolo italiano, che acquisti coscienza della sua unità.
Sotto la guida del Paganuzzi l'organizzazione intransigente si rafforza e i suoi sviluppi possono essere seguiti sui numerosi giornali, che venivano spesso in conflitto coi vescovi transigenti, sugli atti dei Congressi, sugli scritti di Casoni,2) Crispolti,3) Casoli, 4) Sacchetti. 5) Ma questo stesso sviluppo rende insufficiente il metodo paga-nuzziano puramente organizzativo e difensivo. Leone XIII ha dato un indirizzo nuovo alla vita della Chiesa: si tende ora all'espansione ed alla conquista; l'organizzazione cattolica italiana va incontro ad una crisi, che ne rivela il vigore, ma ne determina anche la rovina. 6) La rinascita religiosa di fine secolo, l'irrompere della tendenza sociale 7) che conquista i giornali intransigenti e la stessa Opera, il rinnovarsi della classe dirigente costituita ora essenzialmente da giovani professionisti borghesi, che
!) Vedi: G. B. CASONI, Cinquantanni di giornalismo (18461900), Bologna, 1907, p. 201; [F. MEDA], Cattolicesimo e legittimismo, Note di un giovane cattolico, Mi­lano, 1889; P. B. CASOLI, Al Congresso Cattolico di Taranto. La Democrazia Cristiana e rOpera dei Congressi, Monza, 1901, p. 29; G. PECORA, Don Davide Alberiario, campione del giornalismo cattolico, Torino, S. E. L, 1934, p. 242.
2) Il libro già citato del Casoni è di grande interesse soprattutto per lo studio del primo tentativo di un'organizzazione nazionale cattolica, compiuto appunto dal Casoni nel 1866.
s) F. CBISPOLTT, H laicato cattolico italiano, Roma, 1890. Sul Crispolti hanno scritto: A. NOVELLI, Filippo Crispolti, Venegono, 1942; Aacus, Filippo Crispolti, Mila­no, 1943.
4) P. B. CASOLI, Da Roma a Firenze, Milano, 1889; idem, Per la Patria nostra Bologna, 1891; idem., Una pagina della nostra storia d>oggi, monito per il nostro avvenire (Ai cattolici italiani), Milano, 1892.
s) G. SACCHETTI, Dell'azione civile del laicato cattolico in Italia, Milano, 1885; idem., Gli ibridi ... i moderati ... e il programma dei moderni sociologi, Vicenza, 1899; idem., Movimento cattolico e democrazia cristiana vera e falsa, Firenze, 1899.
fi) Le prime critiche al metodo di Paganuzzi appaiono in H laicato cattolico italiano di Crispolti, Una pagina della nostra storia di Casoli, e La lettera di Sua San, tità Leone XIII al popolo italiano contro la Massoneria e U presente ordinamento dei cattolici in Italia. Osservazioni di un cattolico, Roma, 1893.
7) Sul movimento sociale cattolico: F. S. NITTI, Il socialismo cattolico, Torino 1891; T. VEGGIAN, Il movimento sociale cristiano dalla metà di questo secolo, Vicenza, 1899; G- VOLPE, Chiesa e Democrazia Medioevale e Moderna, Roma, 1908; M. ZANATTA (A. De Gaspcri), I tempi e gli uomini che prepararono la Rerum Novarum, Milano, Vita e Pensiero, 1931; L. STURZO, La Chiesa Cattolica e la Democrazia Cristiana, (Roma), S. E. L. L, (1944).
Sul pensiero e l'opera di Leone XIII: R. BONGHI, Leone XIII e VItalia, Milano, Treves, 1878; C. CRISPOLTI e G. AURELI, La politica di Leone XIII da Luigi Galimberti a Mariano Rampolla, Roma, 1912; V. MANGANO, Il pensiero sociale e politico di