Rassegna storica del Risorgimento
CARLI GIAN RINALDO ; GIORNALISMO
anno
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1950
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pagina
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152
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152
Giuliano Gaeta
unitaria, avanti la Rivoluzione scritta da un Italiano di frontiera, clie si tenne sempre lontano dalle idee cosmopolitiche abbracciate dagli amici del Caffè. *)
Riflessi nell'articolo del Carli per il periodo risorgimentale o prerisorgimentalc, ebe va fino al 1789, ch'io sappia* finora non sono noti. Il più vicino nel tempo finora messo in luce cosa questa fatta da Baccio Ziliotto 2) si trova non già in una pubblicazione giornalistica, ma in una pubbbeazione editoriale, cioè nel trattato Dell'uso e dei pregi della lingua italiana del piemontese Golcani Napione,3) ed è del 1791, per quanto già terminato dieci anni prima, a quanto l'autore afferma nella dedica della sua opera al conte Felice Durando di Villa* 4) Ma tale riflesso perde molto della luce politica primitiva. 5)
I concetti fondamentali svolti dal Carli nel suo articolo si possono riassumere nei seguenti:
1) L'Italia è un'unica nazione, un'unica patria: il chiamar forestiero chi è di diversa città o stato, ma della stessa nazionalità, è pessima usanza, segno d'indifferenza nazionale. 6) ( Sono Italiano, risponde l'Incognito, e un Italiano in Italia non è mai Forestiere come un Francese non è Forastiere in Francia, u Inglese in Inghilterra, un Olandese in Olanda, e così discorrendo). 7)
t) Vedasi II problema italiano dal 1700 al 1815 (L'idea unitaria), Milano, I. S. P. I., 1941 (parte I, cap. 6 L'Italia, patria degli Italiani).
Che Pietro Verri, per lo meno al tempo della pubblicazione dell'articolo, dissentisse da esso, è cosa provata. Luigi Ferrari, nel suo lavoro Del Caffè periodico milanese del secolo XVIII (in Annali della R. Scuola Normale Superiore di Pisa, voi. XIV, Pisa, Tipografia successori fratelli Nistri, 1900), cap. II, Natura del periodico e suoi estensori, ricorda una lettera in cui Pietro Verri dice, circa l'articolo del Carli, di dissentire da esso.
2) Vedasi opera e capitolo citati alla nota 6, nella pag. precedente.
3) Vedasi la nota 1, nella pag. precedente.
4) L'affermazione del Galeani Napione non va presa però alla lettera. H lavoro del Carli, che sembra avervi tanta importanza, vi è citato dal tomo IX delle Opere (vedasi libro II, capo VI, II, nota, nonché libro III, cap. HI, II, nota a margine), e tale tomo è uscito a Milano nel 1785. ( Ncll'Impcrial Ministero di s. Ambrogio Maggiore). Ci sembra pure che sarebbe azzardato sostenere che si tratti di un riflesso giornalistico diretto: l'articolo del Carli, nella sua edizione giornalistica, il Galeani Napione può non aver affatto conosciuto.
5) Forse non è inutile ricordare in proposito che lo stesso Galeani Napione, nella dedica citata, dice che la sua opera È di mera erudizione.
6) Naturalmente, qui parlo di concetti fondamentali , e li esprimo con termini moderni. Cosi la parola nazionalità non è usata nella prima edizione o stesura dell'articolo o discorso (per usare il termine datogli allora) del Carli: tale parola è quasi ignota nel Settecento ed, in ogni modo, assumo nell'uso comune il significato che le diamo noi appena nell'Ottocento. (Vedasi in proposito l' Introduction del volume Europe du XIX siede et l'idée de nationalité di Georges Weill, Paris, A. Michel, 1938). Nell'edizione dell'articolo carata dal Carli stesso invece, vale a dire nel tomo IX delle Opere, uscito vent'anni. più tardi, la parola nazionalità fa capolino.
7) Tale periodo è stampato in corsivo già nella sua prima edizione (invece in quella delle Opere il Carli esederà opportuno di farlo apparire in stampatello, come il resto del testo). Anzi, nella prima edizione, questo è l'unico periodo completamente in corsivo, se si eccettua il precedente: e No Signore, non sono Milanese.