Rassegna storica del Risorgimento
CARLI GIAN RINALDO ; GIORNALISMO
anno
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1950
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pagina
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154
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154
Giuliano Gaeta
Ncll'ad do urina tissimo trattato del Galeani Napionc, i concetti fondamentali (che sono più linguistici che strettamente politici), possono essere riassunti nei seguenti;
1) La lingua è il risultato di elementi fisicogeografici ed antropogeografici " Essa a sua volta influenza i costumi e l'indole della nazione, ed è uno dei più forti vincoli che tenga unita la nazione o patria. 2)
2) La lingua nazionale è una, differenti sono i dialetti. La nostra lingua nazionale è Vitaliano: perciò bisogna bandire il latino usato dai dotti, che ha ritardato l'evoluzione linguistica e, quindi, quella politica nazionale; e bisogna bandire dal Piemonte il francese, usato dalle persone colte. *)
3) L'Italia è un'unica nazione. ([ . . .) insomma non possiamo essere buoni Piemontesi, se non siamo pure ad un tempo buoni Italiani.) *) E qui è- citato il Carli. Ma il ragionamento che vi si fa è, si può dire, inverso: non la nazione presupposto dell'umanità, ma la nazione presupposto della regione.
Ci sarebbe poi un quarto concetto, ma che nel caso presente non ci tocca. Ed è che la lingua italiana dovrebbe divenire lingua universale.
* *
Ed ora verrebbe da farsi una domanda; l'artìcolo del Carli ebbe solo cosi tarde e cosi mutate risonanze?
Pensiamo che prima di dare una risposta non sia inopportuno aprire una parentesi, nella quale troveremo anche il bandolo di altra ingrovigliata e vessata questione.
Diremo anzitutto che l'articolo del Carli fu riprodotto nello stesso anno 1765, e precisamente il 28 dicembre, dal Carrier Letterario di Venezia. s) Era questo
citazione, la stesura del 1765). E ci sembra pure che, specialmente raffrontando le due stesure, si possa trovare nel Carli un embrione di quel principio politico che il Ferrari (vedasi opera citata, cap. H) nega che sia svolto (e difatti svolto non è) nell'articolo stesso.
Sicché, dopo l'incastro citato, ci sembra assuma più chiaro significato politico pure il famoso periodo (anche questo, in quest'edizione, leggermente ma giustamente modificato): Divenghiamo finalmente italiani, per non cessar d'essere uomini.
1) Abbiamo riassunto ed adoperato anche qui termini moderni. Ma non sarà male ripetere pure le parole del Galeani Napione (vedasi libro II, capo II, I): Ognun sa, che le lingue sono un risultato del clima, dell'indole, del naturale ingegno, del carattere morale, delle orti dominanti, degli studj, delle professioni, della istituzione politica delle nazioni diverse,
2) Vedasi il libro I, capo I. Nel I sta scritto: La lingua è uno dei più forti vincoli, che stringa alla Patria [. . ,]
3) Vedasi già nella dedica: [...] ma di grazia, se dobbiamo parlar noi Piemontesi Latino colle dotte* e Francese colle colte, e gentili persone, non potremo parlare più Italiano, eccetto colle rozze, colle idiote, e plebee.
*) Vedasi il libro II, capo VI, IL
) Per amor di precisione rileviamo che tale periodico ha precisamente questo titolo* mutato poi (vedasi il frontespizio del primo tomo per l'armo 1766, che va dal 14 dicembro 1765 al 7 giugno 1766: un semestre, ventisei' numeri in tutto) in II Coniar Letterario. Cosi lo chiama Rosanna Saccardo (vedasi La Stampa periodica veneziana fino alla caduta della Repubblica, Venezia, Et. Istituto Veneto di Scienze e Arti, 1942), mentre Francesco Fatterello (vedasi II giornalismo veneto nel settecento, voi. 11, Udine, Istituto delle Udizioni Accademiche. 1938* capo VI, H giornalismo erudito, scientifico,