Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1950
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pagina
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169
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Note introduttive al Primato 169
Cristianesimo.1) La religione è il grido dell'anima verso l'ignoto e l'infinito . Oggi dice Constant vi è una nuova erisi religiosa come alle origini del Cristianesimo; allora fu superato nel Cristianesimo lo smarrimento cosmico- dell'individuo che era al fondo della religione pagana; adesso, nel passaggio ad una nuova fase delia religione perenne, disgiunta da quella cristiana, alla religione dogmatica succede il sentimento religioso.
Ma Constant porta nella filosofìa religiosa francese un soffio di pensiero ginevrino, un lievito rousscauiano, e la risoluzione in senso liberale dell'istanza religiosa in lui non riesce a svilupparsi verso la visione cosiddetta storica della libertà religiosa dei più tardi romantici francesi ed europei. Si arresta Constant nei limiti di un concetto di natura che sarà poi il punto di partenza del cosiddetto protestantesimo liberale.
È una libera religione questa dei liberali francesi del Globe, di Jouffroy e di Benjamin Constant che tanto entusiasma Omodeo? No. È una visione astratta e fantastica come e più di quella dei dottrinari cattolici, è una visione intellettualistica e antistorica. È astorica e astratta come l'apologetica di De Bonald e di La-mennais proprio perchè, come dice Omodeo, rimproverando a Gioberti di non essere un crociano avanti lettera, è forma del progresso umano in essa trasfigurantesi . L'esperienza umana non si esaurisce nella forma e tanto meno vi si sviluppa perchè non è tutta cultura e pensiero.
Per Gioberti il Cristianesimo è un fatto, che riempie la storia umana, l'uomo ritrova nella storia ciò che ha avuto rivelato da Dio. In questo accordo tra rivelazione e storia è insieme la vicinanza del divino e dell'umano e la distinzione tra i due ordini.
Gioberti riconosce l'esigenza contemplativa del tradizionalismo cattolico ma avverte l'astrattezza di un ordinamento mitico lontano dalla storia, crede all'avvento di una nuova era religiosa come volevano Saint Simon, Chauteaubriand e Mazzini, crede alle età sintetiche dopo quelle analitiche, crede al progresso umano e all'uomo sociale, crede che i vecchi dogmi non rispondono- più e li vuole rinnovati. Anche Gioberti è romanticamente l'uomo della nuova generazione che avanza secondo Jouffroy, l'uomo del secolo secondo l'espressione che cosi spesso ricorre in Mazzini, ma in lui c'è un elemento di realismo irriducibile che si oppone ad ogni astrazione. È un limite che non soffoca il suo spirito romantico, ma dà al suo romanticismo la caratteristica cristiana di Jacobi e di Manzoni.
Per questo l'abate torinese porta il sansi monismo e Chauteaubriand nel cattolicesimo, per questo supera il deismo e il panteismo nel teismo cattolico, per questo il suo liberalismo non segue Mazzini. Egli può anche aderire alla concezione sansimo-nista del progresso umano perchè crede all'essenza del progresso pur respingendo l'impalcatura della dottrina di Saint Simon, può accettare l'idea di una rigenerazione religiosa perchè ha nel suo spirito l'esigenza romantica della fede, ma anche nell'adesione all'azione politica basata su quei principi (periodo precedente all'arresto) oppone alla nuova religione dell'avvenire il Cristianesimo, che Gioberti ha ritrovato nel libro della storia umana dopo averlo avuto rivelato da Dio: la rigenerazione umana per lui può realizzarsi nel Cristianesimo.
3. Contro la nuova religione umanitaria dei teorici francesi l'opposizione del Gioberti si fa sempre più decisa man mano che egli da posizioni speculative deistiche
1) Sur Ut religion, Paris, 1825.