Rassegna storica del Risorgimento

1798 ; 1849 ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799) ; REPUBBLICA ROMANA
anno <1950>   pagina <177>
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DUE ESPERIENZE REPUBBLICANE IN ROMA (1798-1849)
Il pomeriggio del 3 luglio 1849, con l'ingresso in Roma del generale Oudinot, . alla tesla del Corpo di spedizione francese del Mediterraneo, si concludeva la strenua lotta condotta per tutto un mese sotto le mura della città.
Il generale, passato il Tevere a ponte Sisto, già dalla sera precedente in pos­sesso delle avanguardie francesi, per piazza Farnese, piazza Navona, via della Scrofa, piazza Borghese *) raggiunse finalmente il Corso e si diresse a piazza Santi Apostoli, avendo posto il suo quartiere nel palazzo dell'Ambasciata di Francia. L'accoglienza dei Romani fu ostile: Chiuse le porte e le finestre scrive un contemporaneo deserte le strade, sulla via del Corso rotto il profondo silenzio da grida sdegnose: la truppa procedeva grave e silenziosa anch'essa rendendo immagine di sospetto più che di trionfo .2)
Così, con la materiale occupazione della Bua capitale, si spegneva la Repub­blica romana.
Poco più di un cinquantennio prima, e precisamente il 15 febbraio 1798, un altro generale francese, il 13 cri hi e r, per la stessa via del Corso, aveva traversato la città per recarsi sul Campidoglio a proclamare la Repubblica romana: Ven­gono questi figli dei Galli , declamò, in quella occasione, il generale coll'olivo della pace a ripristinare gli altari della libertà che il primo de* Bruti innalzò . 3)
Così, tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento, Roma fu retta due volte a Repubblica e, per una vicenda singolare, la prima Repubblica romana sorse protetta dalle baionette francesi, la seconda per esse fu spenta.
La Repubblica fondata dai Francesi nel 1798, rappresenta da una parte la fase culminante del contrasto ideologico tra la Rivoluzione francese e la Chiesa cattolica, contrasto che ha un duplice aspetto, religioso e politico, mentre dall'altra è la risultante della necessità del Direttorio francese di mettere le mani sui tesori (veri e presunti) accumulati da secoli nello Stato pontificio, per il mantenimento delle truppe dell'Armata d'Italia, ridotte in misere condizioni materiali 4) e per il finanziamento della politica di espansione armata. En m'envoyant à Rome vous me nommez le trésorier de l'expedition de l'Angleterre , scriveva, con molta sincerità, il generale Berthier a Napoleone il 19 gennaio 1798 accingendosi a quella vera e propria passeggiata militare che doveva portare all'abbattimento del potere temporale.
1) Una cronaca contemporanea inedita (Museo Centrale del Risorgimento, Voi. 374) fornisce particolari preziosi, nel silenzio delle fonti ufficiali, sul percorso compiuto dal-l'Oudinot per raggiungere il centro della città. Sono perciò da ritenere inesatte le indi­cazioni date dallo Spada (Storia della Rivoluzione di Roma, Firenze, 1869, voi. Ili, p. 675) alla cui autorità, ammessa da tutti, almeno per quanto attiene alla narrazione dei fatti, mi ero affidato in passato.
*) L. C. FARINÌ, LO Stato romano dalVanno 1815 al 1850, Firenze, 1853, voi. IV,
p. 317.
3) Collezione di Carte pubbliche, proclami, editti, ragionamenti ed altre produzioni tendenti a consolidare la rigenerata repubblica romana. Roma, per- il Cittadino Luigi Perego Salvioni, 1798, tomo I, p. 15.
4) Cotte Babylone, gorgée des dépouilles de l'uirivera, doit nona nourrir et payer nos dette scrive l'Haller, incaricato dello sfruttamento economico dello Stato Ro­mano. Cit. da A. Fngier, Napoléon et VItalie, Parigi, 1947, p. 81.
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