Rassegna storica del Risorgimento

1798 ; 1849 ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799) ; REPUBBLICA ROMANA
anno <1950>   pagina <178>
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Vittorio E. Giumella
La situazione politica e militare creatasi in Italia dal 1796 con la discesa di Napoleone non poteva non sboccare in una aggressione armata dello Stato pon­tificio. Ritardata di poco dal tentativo conciliativo del trattato di Tolentino l'in­vasione francese, facilitata dalle critiche condizioni economiche e dalla debolezza militare ' dello Stato della Chiesa, prese a pretesto il sanguinoso incidente nel quale, il 28 dicembre 1797, alla Porta Scttimiana perdette la vita il generale Duphot.
Breve e travagliata la storia della prima repubblica romana: proclamata il 15 febbraio 1798, cadeva il 30 settembre 1799, con l'ingresso in Roma delle truppe del Re di Napoli. Scossa da una grave crisi economica e finanziaria, non soste-irata dal favore popolare, essendo, anzi, più volte le masse insorte per combat­terla e distruggerla, dilaniata dalle intestine discordie dei suoi stessi fautori, la Repubblica vide, tra la fine di novembre e la metà di dicembre del 1798, i suoi dipartimenti meridionali invasi per breve tempo dalle truppe di Ferdinando IV. Fu sommersa definitivamente quando i Francesi che la sostenevano con le loro baionette, furono travolti dall'impeto iniziale delle armate della seconda coali­zione.
Meno fortunata delle consorelle Ligure, Cisalpina e Partenopea, poca fama ebbe tra i posteri, che più volentieri ricordano la seconda Repubblica romana e, del 1799, più facilmente hanno presenti l'eroica resistenza dei Lazzari napole­tani al generale Championnet, la disperata difesa dei repubblicani contro l'esercito della Santa Fede, la spietata repressione borbonica e le sue vittime illustri.
Solo qualche storico si sofferma a rilevare le spoliazioni e le violenze delle autorità francesi, le ruberie e le discordie di quelle romane. Ma a Roma, nel 1798-99, fece la sua prima prova una classe dirigente non più esclusivamente cu­riale ed ecclesiastica, si agitarono idee di libertà civile e si esperimentarono ordinamenti costituzionali, ebbe vita un parlamento, fu avvertito per la prima volta nella sua grave complessità, il problema della coesistenza nel centro della Cristianità delle due potestà, civile e religiosa. Né valse a risolverlo la brusca decisione dei Francesi di allontanare Pio VI da Roma, che il problema rimase aperto e travagliò non poco la breve vita della Repubblica romana.
. Cosi con la dichiarata decadenza del Potere temporale e con la formazione, sia pure effimera, in Roma di uno stato laico aveva inizio quel dissidio, che nel corso degli anni doveva assumere la denominazione di Questione romana e costituire il problema centrale della seconda fase del Risorgimento. *)
L'atteggiamento tenuto dai Francesi nei confronti della nascente Repubblica, ispirato da diffidenza, da considerazioni e calcoli prettamente egoistici, ne impe­dirono ogni vitale espansione. Causa e nello stesso tempo effetto di questo atteg-
i) Per il giudizio sbrigativo e sommariamente negativo degli studiosi sulla Repubblica romana del 1798 cr. D. CANTIMOM, Vincenzio Russo, il Circolo costìtu-sianole di Roma nel 1798 e la questione della tolleranza religiosa, in Annali della R. Scuola Normale superiore di Pisa (lettore, storia, filosofia), Serie II, voi. XI (1942), fase. IV, p. 193,
Spetta al Cantimori il merito di aver nuovamente richiamato l'attenzione degli studiosi su alcuni aspetti e personaggi della prima Repubblica romana, completando l'analisi che già ne aveva dato il DUFOUKCQ (Le regime jacobin en Italie. Étude sur la RèpubUque romaine, Parigi, 1900), la cui opera, sia pure, per qualche lato, suscettibile di revisione* resta tuttora fondamentale.