Rassegna storica del Risorgimento
1798 ; 1849 ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799) ; REPUBBLICA ROMANA
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Vittorio E. Giuntvlla
Iuta separazione dei Use poteri; funzioni legislative affidate a due camere elette a suffragio indiretto di secondo grado; potere esecutivo affidato collegialmente a cinque magistrati, che nominano i ministri; l'ani min istruzione della giustizia, affidata a magistrati elettivi. Nella Costituzione romana del 1798 è, però, evidente una maggiore tendenza a rafforzare il potere esecutivo ed a indebolire i Consigli legislativi, ai quali, spezzando una tradizione rivoluzionaria che vedeva nella permanenza delle assemblee una garanzia contro i possibili tentativi di sovverti* menti dittatoriali, si prescrissero annuali periodi di vacanze. Norme assai restrittive rendevano poi praticamente nulla ogni possibilità di sussistere per qualunque associazione politica e la stessa libertà di stampa era lasciata, sia pure con disposizione transitoria, alla mercè dell'esecutivo.
Novità importante della Costituzione romana era l'adozione del principio della gradualità delle funzióni, con il quale si tendeva a sostituire ad una classe dirigente, indiscriminatamente uscita dalla scelta delle assemblee e dei comizi, un'altra classe dirigente anch'essa eletta, ma designata in una cerchia più ristretta di cittadini formatisi alla vita politica attraverso l'espletamento di altre funzioni pubbliche.
La Costituzione romana del 1798 può essere considerata un esperimento di quel progetto di riforma costituzionale della quale la società politica francese veniva presentando l'istanza, riforma alla quale il colpo di stato del 18 brumaio impresse un moto diverso ed una diversa attuazione.
È difficile valutare la portata pratica dell'esperimento costituzionale romano, poiché due articoli delle disposizioni transitorie sospendevano praticamente l'applicazione integrale dei principi della Costituzione, attribuendo alle autorità francesi una larga ingerenza nella vita stessa dello stato. Inoltre gli avvenimenti militari dell'estate 1799 e l'aggravarsi delle discordie interne mossero i Francesi a sospendere dalle loro funzioni i Consoli ed i Consigli legislativi.
Cosi, ancor prima della resa dei Francesi, la Repubblica romana cessava praticamente di esistere. Se il processo di disfacimento era stato accelerato dalla crisi militare provocata dal ricostituirsi di una coalizione antifrancese, esso era già iniziato per i contrasti politici, per la insufficienza della classe dirigente che si era sostituita alla Curia pontificia, per la mancata adesione di larghissimi strati della popolazione ed infine per la violenta insurrezione che travagliò i dipartimenti.
Caduta la Repubblica il 30 settembre 1799, alcuni dei suoi sostenitori si rifugiarono in Francia e di li a poco si trovarono travolti nel colpo di stato del 18 brumaio, che li pose di fronte ad una situazione politica per molti di essi insostenibile. La cosidetta Cospirazione dei romani contro Napoleone, scoperta a Parigi nel 1800, e la risultante di questa situazione.
Col consolidarsi dell'Impero, alcuni dei ficrissimi repubblicani del 1798 li ritroveremo a scrivere, egloghe latine in onore di principi napoleonici, altri- cercheranno di ottenere di nuovo cariche ed impieghi dai Francesi, quando per la seconda volta si installeranno a Roma.
A qualche anno di distanza, del primo esperimento repubblicano romano sembra quasi non si trovi più traccia nò ricordo. Nell'intricata selva di società segrete pullulanti nello Stato pontificio negli anni che seguirono la Restaurazione sono forse da ricercarsi i filoni sotterranei dell'attività dei superstiti giacobini. La Riunione repubblicana , della quale pubblicò alcuni documenti Domenico Spadoni, nei suoi rituali mescola alla terminologia massonica, espressioni e vocaboli